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Un'eruzione di
4000 anni fa
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Il risveglio del Vesuvio
Il rischio di una prossima eruzione.

Il Vesuvio è tra i vulcani più
studiati e tenuti sotto controllo nel mondo, se un giorno il magma dovesse fuoriuscire è
quasi impossibile che l'eruzione non possa essere prevista con anticipo. Oggi il condotto
principale è ostruito dal magma raffreddatosi dopo l'eruzione del 1944, gli scienziati
stanno definendo con precisione dove si trova la camera magmatica che sta via via
riempendosi di lava e di gas.
Una sofisticata strumentazione sta tenendo sotto controllo ogni più piccolo movimento del
magma gas, composizione chimica delle acque sorgive, microterremoti e variazioni del
livello del suolo sono costantemente analizzati da computers. Quando il magma verrà a
giorno si cercherà la strada creando fratture che saranno sorgenti di numerosi sciami di
terremoti, il loro studio permetterà di capire a quale profondità si troverà via via
nel tempo la lava in risalita, non è detto che quest'ultima esca dal condotto principale,
essa infatti potrebbe aprirsi la strada da uno dei versanti del vulcano. Tutto ciò
comunque non deve far pensare che il Vesuvio sia un mostro addomesticato, c'è chi
sostiene infatti che potrebbe anche risvergliarsi con modalità imprevedibili, magari con
periodi di preallarme così lunghi che dopo un certo tempo non verranno più considerati
pericolosi dalla popolazione.
Queste ricerche, questi studi, porteranno gli scienziati a prevedere con sempre maggior
precisione le eruzioni, salvando in tal modo la vita di migliaia di persone. |
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Il Vesuvio conserva energia dal
1631.
La camera magmatica, che contiene polveri vulcaniche e rocce fuse a 2000 gradi di
temperatura, è di circa cinque chilometri cubi. |
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