Al di là del suo
valore geofisico, nel corso dei secoli il Vesuvio ha rivestito un ruolo davvero importante
per la storia dell'arte: da quando (I secolo d.C.) fu dipinto ad affresco "ombroso di
verdi pampini" fino alle più recenti espressioni dell'arte contemporanea. Pittori,
acquerellisti e incisori di quasi ogni epoca, tendenza e nazionalità lo hanno variamente
interpretato;
fra questi italiani, francesi, inglesi, tedeschi, austriaci, russi e danesi ispirati dai
più disparati generi e movimenti artistici, detti "pittoresco",
"sublime", "eroico", "romantico", "catastrofico",
"orrificante", e finanche dall'"astrattismo". In particolare, nel 1631
il Vesuvio fa la sua prima apparizione nella pittura dell'epoca come protagonista assoluto
dell'opera d'arte, ma anche come sterminatore; è il caso della tela di Didier Barra.
Comunque non sempre ha avuto un ruolo di primo piano. Anzi, fino alla prima metà del '700
generalmente faceva da sfondo al paesaggio napoletano come elemento accessorio, lasciando
invece spazio alla reazione della gente, che, in preda al terrore per un'eruzione in
corso, invocava i suoi santi patroni.
Dei numerosi artisti del '700 e '800 che hanno ritratto la "montagna fumante"
ricordiamo Bonavia, Volaire, Pietro Fabris, Hackert, Saverio della Gatta, Giacinto Gigante
e Antonio Pitloo. Di nuovo, nella seconda metà del '700 il Vesuvio rivede il ruolo di
"dominatore del paesaggio" nelle composizioni degli artisti, essendo osservato
da più punti lungo il golfo di Napoli, ad esempio da Torre Annunziata e da Portici. Col
tempo, però, fin'oltre la seconda metà dell'800, le rappresentazioni del Vesuvio perdono
ogni valore emozionale, riducendosi a semplici ripetizioni della classica immagine del
'golfo con il vulcano fumante sullo sfondo'. Qualche interessante variante è offerta
dagli artisti Johan Christian Dahl, norvegese, Franz Ludwig Catel, tedesco, e dallo
scultore Thorvaldsen.
Nel 1819 Joseph William Turner e Camille Corot, 'giocando' con i contrasti cromatici,
arricchiscono l'immagine del Vesuvio di una straordinaria luminosità.
A parte il 'Vesuvio' di Degas del 1890, molti artisti contemporanei ne hanno subito il
fascino e vi si ispirano continuamente nelle loro opere.
IA
sinistra alcune opere pittoriche che hanno per soggetto il Vesuvio in eruzione.
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