Pompei si estendeva su quasi 64 ettari e la
sua popolazione era di circa 20.000 persone.
La planimetria della città dalla regolarità geometrica venne fondamentalmente derivata
dall'architetto e urbanista greco Ippodamo di Mileto. Ma la planimetria di Pompei non si
conforma alla rigida disposizione secondo angoli retti, e gli isolati non hanno dimensioni
costanti che distinguevano, in genere, le opere di Ippodamo. Tuttavia , nonostante la
carenza di esattezza, Pompei costituisce il primo esempio di pianificazione urbana
sistematica in Italia. Architetti, progettisti e costruttori ebbero il loro momento più
felice al tempo di Nerone, come conseguenza del terremoto del 62 d.C. Infatti, durante gli
ultimi diciassette anni della vita della città essi furono chiamati, non solo ad ampliare
la zona di Pompei, ma anche a ricostruire i numerosi edifici che il terremoto aveva
distrutto o danneggiato. Tuttavia ciò prese molto tempo ed i costruttori non portarono a
termine il loro lavoro; i grandiosi progetti per la ricostruzione degli edifici pubblici
in molti casi non erano stati neanche avviati quando l'eruzione vesuviana del 79 d.C. ne
provocarono la cancellazione totale.
Nei visitatori desta sempre sorpresa lo scoprire come fossero anguste la maggior parte
delle strade dell'epoca. A Pompei esse erano larghe 2.4 o 3.6 o 4.5 metri, e la più ampia
di tutte misurava poco più di sette metri. Su ambe due i lati delle strade principali
v'erano zone soprelevate (marciapiedi) ma, poiché nel mezzo v'erano acque di scolo, si
disponevano tra di esse grosse pietre per permettere ai pedoni di passare da un lato
all'altro della strada. In molti incroci si incontrano delle fontane decorate con pietre
scolpite sormontanti la vasca rettangolare di pietra. Le fontane, come pure numerosi
edifici, erano alimentate da tubazioni di piombo disposte sotto i marciapiedi e che
prendevano l'acqua da grosse cisterne, essa arrivava alle cisterne dalle colline
dell'interno per mezzo un acquedotto che cominciava da Serino, nei pressi dell'odierna
Avellino, a 26 chilometri nell'entroterra.
Le mura di Pompei rappresentano uno dei più importanti sistemi di fortificazione di
città italica preromana che siano giunti fino a noi. In esse si notano non meno di
quattro fasi di costruzione. Nel corso del II cesolo a.C. le difese vennero ulteriormente
rinforzate e alla fine, verso il 100, furono aggiunte dodici torri.
Pompei aveva sette porte, cinque delle quali comunicavano con importanti strade esterne.
Subito fuori le mura si estendevano grandi aree principalmente adibite a cimiteri, dal
momento che le sepolture e le cremazioni erano proibite all'interno della città. I
rapporti tra i vivi ed i morti erano molto intimi; alcune delle tombe più grandi erano
dotate di sala da pranzo e perfino di cucina per i banchetti annuali previsti nel
testamento di coloro che vi erano sepolti.
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