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ATTIVITA' SPORTIVE A POMPEI

Piccolo grande Agostino
Un altro Abbagnale nella storia

SYDNEY Agostino piange forte. Agostino oggi è più grande dei due fratelli, Carmine e Giuseppe. Agostino Abbagnale è nella storia del canottaggio e dello sport italiano: terzo oro in carriera, quattro di coppia, qui a Penrith, 65 chilometri di Sydney, l'impianto più bello del mondo. Aveva già vinto a Seul (quattro di coppia) e ad Atlanta (doppio), ora assieme ad Alessio Sartori, Rossano Galtarossa e Simone Raineri è sul gradino più alto.

L'armo azzurro ha stravinto, dominato: gara perfetta, stupenda. Agostino e gli altri partono piano, mentre i tedeschi sparano tutto, all'avvio vogliono spaccare il mondo, mettono il turbo. Prendere o lasciare, sanno che alla distanza rischiano di essere travolti dalla regolarità degli italiani. Ai primi cinquecento metri Agostino è in ritardo, settanta centesimi. Mille metri, stesso distacco, ma comincia il recupero: sale il ritmo dei colpi, in meno di duecento metri l'Italia è in testa, l'azione è pulita, rotonda, potente. Tutto ribaltato, ora sono davanti, nettamente, gli azzurri: settanta centesimi di vantaggio ai 1500. Sì, è fatta. I tedeschi crollano e pagano la spavalderia iniziale, vengono risucchiati anche dall'armo olandese, mentre l'imbarcazione italiana va a vincere largo, alla grandissima, con la gente tutta in piedi a salutare una prestazione di assoluto livello.

Agostino, con l'oro al collo, non riesce a trattenere le lacrime davanti ai giornalisti.
La sua carriera è stata un mezzo calvario: i problemi cardiaci, gli anni di inattività, lo stop prima delle Olimpiadi di Barcellona, il pericolo che quel cuore potesse limitargli la vita. Poi la ripresa dell'attività agonistica, i trionfi, ma anche la voglia di smettere, di dire basta. Racconta: "All'inizio di quest'anno posso dirlo: ero a un passo dall'addio, poi mia moglie Romilda mia ha convinto, mi ha chiesto di continuare, anche mio zio Giuseppe La Mura (che è il commissario tecnico italiano, ndr) ha insistito tanto. E ora questa medaglia è per lei, per mio figlio Alessandro, che è nato a febbraio e spero che già oggi possa capire che tutto questo è per lui". Troppo sudore, troppa fatica, troppi sacrifici. "No, non so cosa succederà. Atene è lontana, altri quattro anni sono difficili da sopportare, da pensare. Amo questo sport, ma voglio stare con la mia famiglia, dedicarmi a loro. Io sono finanziere, sono appuntato, devo decidere quale sarà la mia vita. Alla mia età, 34 anni, cominci a chiedertelo, è giusto così. Al di là dei successi sportivi e delle medaglie d'oro".


(24 settembre 2000) da Repubblica.it

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Terza vittoria olimpica per Agostino che con i suoi vince il 4 di coppia, argento per il doppio pesi leggeri. Quarti il 4 senza pesi leggeri e l'otto.

di Valerio Piccioni

PERNITH, 24 settembre 2000 - Anche il canottaggio è d'oro. L'Italia del remo ha centrato sul bacino di Pernith il massimo traguardo olimpico con il quattro di coppia, ma a differenza di quanto accadde quattro anni fa ad Atlanta, ci sono anche altre barche sul podio: oltre al quattro senza (argento) e al doppio senior (bronzo) di sabato, c'è da raccogliere l'argento del doppio pesi leggeri di oggi. Da registrare anche la prova sfortunata del quattro senza pesi leggeri e dell'otto, che hanno chiuso al quarto posto, sfiorando la terza moneta del podio.

Il quattro di coppia non ha tradito. L'equipaggio azzurro - capovoga Simone Raineri, Rossano Galtarossa, Alessio Sartori e Agostino Abbagnale, al suo terzo oro olimpico dopo quelli di Seul '88 e Atlanta '96 - ha gestito la gara con sicurezza senza lasciari spaventare dalla partenza a tutta dell'armo tedesco. A 750 metri è scattato il primo attacco per consolidare la seconda posizione e mercare la "fuga" tedesca, quando ai 1250 gli azzurri hanno nuovamente accelerato non ce n'è stato più per nessuno. Alessio Sartori alla fine ha sintetizzato così lo stato d'animo spavaldo del quartetto di fronte alla tattica tedesca: "Sapevamo che avrebbero fatto il botto, che non sarebbero andati da nessuna parte". Nel finale la gara è stata un monologo italiano con l'Olanda capace di sfruttare arrivando all'argento il debito contratto dalla Germania per spaventare gli azzurri.

Per Agostino Abbagnale il successo ha un sapore particolare perché allunga la formidabile collezione di vittorie della dinastia più importante del canottaggio italiano. I suoi fratelli Carmine e Giuseppe, con il timoniere Peppino Di Capua, avevano vinto l'oro a Los Angeles '84 e Seul '88, e l'argento a Barcellona '92. Alla fine Agostino non ha sciolto la riserva sul suo futuro: "Atene la vedo distante anni luce, ma sono molto incerto: per ora alla domanda sulla possibilità di continuare rispondo più no, che sì".

Il doppio pesi leggeri ha disputato una gara generosa piegandosi soltanto alla Polonia. Elia Luini era un debuttante. Per Leonardo Pettinari si è trattato del coronamento di un lungo inseguimento alla medaglia olimpica: "Finalmente è arrivata!".

da www.gazzetta.it

 


Abbagnale Agostino - Top Pagina
Luogo di nascita: Pompei (NA)
Data di nascita: 25 agosto 1966
Altezza x peso: m. 1,88 x kg. 96
Specialità: 4 di coppia (H4X)
Stato civile: Coniugato con Romilda Catapano
Figli: 1
Titolo di studio: Diploma ISEF
Professione: Appuntato di Finanza
Prima società: C.N. Stabia
Primo tecnico: Giuseppe La Mura
Attuale società: Fiamme Gialle (Sabaudia)
Attuale tecnico: Antonio Mauro, Giovanni Giuseppe Polti
GO: 1° H4X ('88), 1° H2X ('96) CM: 2° H8+, 13° H2X ('95), 1° H4X ('97), 1° H4X ('98), 7° H4X ('99) CI: 1° H4X (2000) Partecipazione ai Giochi: Seoul ('88), Atlanta ('96): Hobbies: lettura


 

 

                  
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