Pompei
Scavi, accordi violati. Torna il
rischio scioperi
da il
Mattino Sabato 16 Settembre 2000
... il rischio che i cancelli degli scavi restino chiusi sotto
il naso di migliaia di turisti è ancora una volta dietro l'angolo: potrebbe accadere
dopodomani dalle 8.30 alle 11, quando i sindacati Uil e Unsa riuniranno in assemblea i
lavoratori di tutte le sedi, Ercolano compresa. Le agitazioni si riaprono proprio alla
vigilia dell'attesissima visita di Giovanna Melandri al sito archeologico: il 4 ottobre il
ministro sarà a Pompei per il concerto-bis di Claudio Baglioni (la data del 23 settembre
è slittata per sopraggiunti impegni del popolare cantautore) e il 5 incontrerà il
sindaco Giovanni Zito...
ESPERIMENTO AGLI SCAVI
Raggio laser per salvare Pompei
da il
Mattino Giovedì 14 Settembre 2000
... Si chiama 3d laser scanning (che sta per scansione
tridimensionale al laser) la tecnologia made in Usa che consente di ricostruire al
computer sculture, affreschi, reperti ed intere aree urbanistiche per recuperare tesori di
arte e cultura senza stravolgerne la storia: partendo da questo tipo di rilievo, si può
ricostruire un oggetto esattamente com'era in origine nella forma, nei colori e persino
nei materiali. Un ponte tra passato remoto e futuro prossimo destinato ad integrare e in
qualche caso a rimpiazzare, all'insegna del filologicamente corretto, i vecchi sistemi di
ricerca.
Più veloce, più precisa e più economica agli strumenti di rilevazione aplicati in
passato, la nuova tecnologia è già stata sperimentata a Roma sul Colosseo e alle Terme
di Caracalla, a Firenze sulla pala lignea raffigurante la Madonna del Cardellino, oggetto
di una complessa ricerca coordinata dall'Opificio delle Pietre Dure (il raggio laser sta
raccogliendo informazioni sulla struttura per ricavare il modello tridimensionale che
farà da supporto agli interventi conservativi) e a Ferrara sulla facciata del duomo.
L'esperimento, fino ad oggi, ha dato proprio sul sito archeologico di Pompei i risultati
più sorprendenti: è qui che gli esperti del Nub Lab, laboratorio di ricerca della
Facoltà di Architettura di Ferrara, hanno scoperto che il sistema, oltre che ai singoli
oggetti, può essere applicato con successo anche ad interi settori urbanistici. Il
rilievo tridimensionale a scala di città permetterà di ricavare una pianta dell'intero
sito archeologico precisa come mai prima d'ora.
A Pompei la prima fase della sperimentazione voluta dal soprintendente Pier Giovanni Guzzo
si è appena conclusa. La scansione laser 3d è stata già utilizzata con risultati che i
ricercatori definiscono eccezionali sull'insula dei Casti Amanti. La missione diretta
dall'archeologo Antonio Varone e dall'architetto del Nub Lab di Ferrara Nicola Santopuoli
ha consentito di recuperare un'infinità di dati inediti su forme, colori e materiali
originali che compongono strutture, affreschi ed oggetti dell'insula che presto sarà
riaperta al pubblico: da una passerella, i visitatori potranno assistere in tempo reale
agli interventi di restauro in corso. Il laser che con un tocco trasmette le coordinate
spaziali di ogni oggetto ha baciato anche gli edifici dell'insula del Centenario, passati
al setaccio della nuova supertecnologia dal gruppo di ricercatori guidati dall'archeologo
Antonio D'Ambrosio, direttore degli scavi di Pompei e dalla responsabile del dipartimento
di Archeologia dell'università di Bologna Daniela Scagliarini Corlaita.
"Le novità emerse nel corso della sperimentazione a Pompei sull'insula dei Casti
Amanti - spiega Santopuoli - hanno lasciato molto soddisfatti i ricercatori che l'hanno
eseguita sul campo e il direttore del laboratorio Nub Lab Marcello Valsani. I risultati
più importanti riguardano la scansione su scala urbanistica e la possibilità di
integrazione tra i già noti sistemi di rilievo fotogrammetrici e la nuova tecnologia. Ora
un nostro gruppo è impegnato a Ravenna, dove sta eseguendo ricerche sui mosaici del
Battistero e su quelli di Sant'Apollinare Nuovo".
E presto gli esiti della sperimentazione potrebbero essere raccolti in una pubblicazione
che sarà proposta come testo di studio per i restauratori del futuro, chiamati a prendere
confidenza con i software più sofisticati che faranno da supporto alle cognizioni
tecnico-scientifiche ...
LAURA CESARANO
LA UIL INSISTE
Condono edilizio, blocco per
quattromila pratiche. Pompei, mattone pirata a ridosso della città antica
da il Mattino Lunedì 4 Settembre 2000
... Da anni quattromila pratiche giacciono negli scaffali
dell'ufficio tecnico comunale. Sono richieste di condono edilizio: soltanto quaranta sono
passate al vaglio della commissione integrata. Tutte le altre, per rimanere nella metafora
dantesca, restano «tra color che son sospesi». E ci stanno benissimo. Il rischio è fare
in tempo, nell'attesa di un giudizio che non arriva mai, a godersi il furto di metri
quadri per tutta la vita.
È in salute il mercato del mattone selvaggio nella città degli Scavi: lattesa, in
molti casi, si traduce in impunità. Ed ecco che spuntano come funghi dopo la pioggia
case, villette e casermoni. A Civita Giuliana, a via Nolana (che è come dire ad un tiro
di schioppo dai confini della città antica) e ancora a Moregine, dove in barba a uno
degli ultimi ritrovamenti archeologici, l'impianto termale suburbano scavato dalle
Autostrade Meridionali, da qualche settimana fa bella mostra di sé, con le finiture che
ancora odorano di nuovo, l'ultima villetta costruita in deroga arbitraria ai vincoli
archeologici e ambientali.
Questione di organizzazione, prova a spiegare il neoassessore allUrbanistica del
comune di Pompei, Giovanni Donnarumma. Perché? «Perché sul territorio di Pompei, a
fronte di poche aree ancora edificabili, ricade il campionario completo dei vincoli di
inedificabilità, da quelli ambientali, a quelli paesaggistici, a quelli archeologici. Da
questanno, poi, si sono aggiunti anche quelli idrogeologici, imposti dall'Autorità
di Bacino dopo le frane che hanno portato disastri e tragedie sul territorio della
regione». E allora? «Per esaminare una pratica di condono è necessario che si
riuniscano i rappresentanti di tutte le autorità che impongono vincoli sul territorio:
dalla soprintendenza ai Beni Ambientali, all'Archeologica, al Comune, e oggi, visti i più
recenti orientamenti amministrativi, è necessario che in materia edilizia si esprima
anche la Regione».
Ma riuscire a mettere seduti intorno a un tavolo i rappresentanti di tutti gli enti
chiamati a esaminare le richieste di condono pare più difficile che riunire un consiglio
dei ministri. Levento a Pompei si è verificato soltanto in occasione del Giubileo,
o meglio, della gara a eliminazione cominciata prima dell'Anno Santo, quando enti pubblici
e privati si sono messi in lizza per i finanziamenti e le agevolazioni burocratiche
previste dalla legge giubilare. Una gara finita con lingloriosa bocciatura della
maggior parte dei progetti, che pure erano finalizzati soltanto al potenziamento della
ricettività alberghiera in un territorio che, a fronte di un flusso di turisti e
pellegrini che conta circa quattro milioni di presenze all'anno, può fare affidamento
soltanto su un migliaio di posti letto.
Bisognerà aspettare il prossimo Giubileo per poter vedere di nuovo riuniti i
rappresentanti degli enti? ... già dalle prossime settimane l'onta degli abusi - è
quanto promette il sindaco - sarà lavata con le ruspe.
LAURA CESARANO
ECCEZIONALE RITROVAMENTO A POMPEI
E lultima Musa spunta dallo scavo di villa
Moregine
da il
Mattino Venerdì 1 Settembre
2000
...Melpomene o "colei che canta", la sua
immagine è stata l'ultima pittura che è saltata fuori dallo scavo che la SAM (Società
Autostrade Meridonali) sta finanziando prima di reinterrare le strutture murarie e dopo
averle "bonificate" da tutto quello che risultasse interessante dal punto di
vista archeologico, scientifico e filologico, per increementare le conoscenze sul periodo
immediatamente pre e post eruzione del 79 d.C..
L'ultima Musa, appunto Melpomene, tra le nove figlie - secondo il dettato mitologico -
nate da Mnemosine, a sua volta figlia di Urano e Gea, nascosta tra cinerite e una grossa
tegola in cotto, si è mostrata in tutta la sua bellezza su un fantastico sfondo rosso
pompeiano quando l'ultima barriera è caduta. Posta alla sommità di una colonna ornata da
un serto di edera e fiori, nella mano sinistra, Melpomene, inguainata in una veste
finemente drappeggiata, presenta una maschera dai tratti tragici; nella destra, invece,
stringe un bastone sul quale si poggia. "Quasi una Medea che medita, questa musa
greve, triste. Espressione di quella grandissima e insuperata creazione del teatro che è
la tragedia", suggerisce il filologo Marcello Gigante, presente alla scoperta,
estasiato dalle pitture, dai riferimenti archeo filologici e per tutto quello che la villa
"Moregine" rappresenta per l'Archeologia campano-pompeiana. "Sono
frastornato - continua il professore - per questo rosso pompeiano leggibile in maniera
stupenda e dal contrasto con il nero delle pareti del triclinio successivo". Infatti,
accanto al locale dove sono state riportate alla luce tutte le immagini delle Muse (al
centro, quasi a confermare il suo "dominio" sull'arte, un Apollo Citaredo, con
cetra e plettro, ricoperto da una veste finemente panneggiata, fronte cinta di alloro
dorato con al centro uno smeraldo) è stato rinvenuto il Dioscuro non recuperato nello
scavo del 1959. E, a ben guardare, questo ritrovamento è sicuramente interessante in
quanto, se nel caso del Discuro recuperato quasi mezzo secolo fa c'è una difficile
lettura delle forme e dei colori, per quello riportato alla luce adesso sembra che il
tempo si sia fermato. Escluso il pezzo d'intonaco raffigurante la testa e non ritrovato,
le forme, le ombre, i chiaroscuri, lo splendore argenteo della biacca con cui sono stati
affrescati il semidio (la coppia era formata da Castore e Polluce) e la sua cavalcatura
sono quanto di più bello mai visto, una volta messi su quel fondo nero che da risalto al
bianco delle pitture. Accanto, gli archeologi dell'Htc (High Tecnology for Culture: Alta
Tecnologia per la Cultura): Federica Oliva e Rosaria Visone coordinati da Salvatore Nappo
e da Antonio De Simone - per la Soprintendenza, l'archeologa Marisa Mastroroberto - una
volta messo in sicurezza il terrapieno ai lati dell'autostrada (l'area accogglierà il
raddoppio della sede autostradale Napoli - Salerno) dal responsabile Lorenzo Mattinelli,
hanno riportato alla luce una nuova porta semovente "a soffitto", sull'atrio del
triclinio dei Dioscuri, che contrariamnete a quella ritrovata qualche mese fa presentava
ben quattro rotelle di legno (due per anta). Nello stesso ambiente, sono stati recuperati
numerosi tronchi - fanno pensare a punti d'attracco per barche, visto che la villa
affacciava sul corso del fiume Sarno - e due ceste di vimini, con il bordo in legno
lavorato...
Carlo Avvisati
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