Pompei  News
GIUGNO 2000


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Gigia, smarrita a Pompei il 15 giugno, bastardina, pelo corto, muso allungato, bianca con macchia nera sul dorso e intorno all'occhio sinistro (con piccola macchia marrone), orecchie nere, coda lunga bianca e nera, altezza circa 40 Cm.
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POMPEI
Prima dell’eruzione

da il Mattino - Giovedì 29 Giugno 2000
Comprensibilità e scorrevolezza. Sono i pregi più evidenti del saggio di Antonio Varone Pompei, i misteri di una città sepolta uscito per i tipi della Newton Compton nella collana «I volti della Storia». Comprensibilità, si diceva, principalmente perché la pubblicazione appare immediatamente diretta al lettore comune e non resta relegata agli addetti ai lavori, come di solito succede quando si parla di Pompei. Ovviamente, non manca la base scientifica su cui poggia l'intero impianto del volume, dal momento che su un tema così popolare non si possono accampare ipotesi. Ad esempio: se da un decennio non si fosse riscontrato sul campo - nello scavo dei Casti Amanti - che Pompei prima della notte del 24 agosto era una sorta di cantiere aperto, per i continui sciami sismici di origine vulcanica che periodicamente (fin dal 62 a. C.) squassavano la città, si continuerebbe a pensare che il fenomeno eruttivo fu improvviso.
Tuttavia, il saggio ha anche altre peculiarità che lo rendono interessante. La principale è che esso risulta strutturato come un lungo racconto, dove poco è concesso alle immagini - meno di 150 iconografie realizzate a grafica - quasi a non voler distrarre chi legge (ma potrebbe anche significare che il dipanarsi del racconto della vita e della morte di Pompei sia capace -da solo- di evocare immagini potenti e significative) e dove invece tutto è concesso alla storia della città e dei suoi abitanti. Dal modo di vivere, a quello di amare, di mangiare, di divertirsi, di pregare, di lavorare, di far politica. Insomma, nessuna «rivelazione» - nè si ritiene che questo fosse l'obiettivo dell'autore - ma l’obiettivo essenziale di riuscire a coniugare una volta tanto scientificità e semplicità nell'interesse e rispetto di chi legge.
Di altro taglio, ma anch'esso di valore per gli argomenti trattati, è il saggio di Ernesto De Carolis sugli Dei ed eroi nella pittura pompeiana, pubblicato per i tipi de L'Erma di Bretschneider. Il libro passa in rassegna, in maniera descrittiva e puntigliosa, supportato dalle immagini di Alfredo e Pio Foglia, gli stili pittorici che i maestri decoratori hanno usato per abbellire, lungo un periodo di poco inferiore ai tre secoli, le pareti dei triclini, dei soggiorni, delle esedre delle case appartenute a pompeiani o a patrizi romani che a Pompei avevano eletto seconda dimora. Accanto a questo, parte essenziale del lavoro, la storia «scritta» con la pittura murale, dei miti e delle leggende che tanta importanza ebbero nella maniera di vivere degli antichi.

CARLO AVVISATI



Il divo Claudio ricomincia da Pompei
da il Mattino - Martedì 27 Giugno 2000
Milano. Manca ancora il nulla osta ufficiale della sovrintendenza, ma sembra tutto pronto per la riapertura del Teatro Grande di Pompei alla musica. C’è anche una data, quella del 14 agosto. E tra quelle pietre millenarie che accolsero pure Miles Davis e Frank Sinatra, giusto per citare i nomi più altisonanti e le emozioni scolpite più profondamente nella memoria dei musicofili campani, dovrebbe essere ora il momento di Claudio Baglioni, come Bob Dylan impegnato da qualche tempo in una sorta di «Neverending tour», un tour senza fine, nonostante le soste e le partenze sotto nuove spoglie.
Il «viaggiatore sulla coda del tempo», infatti, ha scelto proprio gli scavi di Pompei per varare un nuovo giro di concerti lontano per spirito e atmosfere dall’enfasi celebrativa dei suoi recenti spettacoli nelle cattedrali dello sport. Non più dialoghi con Cloud, l’alter ego virtuale figlio di una tecnologia a metà strada tra «Il tagliaerbe» e «Tron», né il saltellare di ninfette reclutate per ragioni promozionali nei villaggi turistici, ma piuttosto tutta l’essenza di un repertorio ormai trentennale. Archiviati i facili entusiasmi dell’ultimo album e il desiderio di esplorarlo in ogni anfratto, il cantore degli amanti dalla maglietta fina dovrebbe infatti puntare su uno spettacolo più asciutto e dinamico di quello portato in scena lo scorso 15 marzo a Firenze e replicato in tutta Italia fino a qualche giorno fa, rinunciando a chitarre luminescenti e palloncini per puntare su una scena minimalista suggestivamente rischiarata da lumi di candela, e magari anche su una strumentazione più ridotta e acustica (impossibile al momento avere maggiori particolari sul progetto, avvolto dal più rigoroso top secret). Un addio, anche solo momentaneo, alla tendenza dominante dei megashow: mega per impianti tecnici, numeri di pubblico, costo...
E, se tutto andrà bene, come finora sembra, e anche il sovrintendente Guzzo dirà di sì (venerdì gli organizzatori hanno in programma un incontro decisivo con lui e il sindaco), Pompei dovrebbe essere protagonista dell’intero tour: ospitandone le prove (dal 5 agosto in un teatro al chiuso) e la conclusione, il 22 settembre, probabilmente in diretta televisiva. Rai o Mediaset? Impossibile rubare all’entourage di Baglioni e ai responsabili della produzione maggiori delucidazioni.
Ben cosciente della sovraesposizione a cui l’hanno mandato incontro negli ultimi tempi trasmissioni televisive, album, tour, spot pubblicitari e persino gli Europei di calcio (l’inno degli azzurri è ancora quello che lui aveva scritto per i Mondiali), Claudio per questa sua rentrée di fine estate ha preferito puntare su luoghi storici da mille-duemila persone concentrati soprattutto nel Centro e nel Meridione del Paese. Una scelta vincente, almeno sulla carta, se è vero che strutture come lo Sferisterio di Macerata hanno già chiesto il raddoppio di data. La particolarità del tour, che ha visto un interessamento diretto del ministro Melandri, starebbe nella possibilità di iniziare e di concludersi proprio a Pompei.
E se il ruolino di marcia tenuto durante tutti gli anni Novanta dal cantautore, alternando un album in studio a uno dal vivo, valesse anche nel Duemila, non è escluso che il nuovo live di Claudio possa nascere nel Teatro Grande, oppure sugli spalti del Teatro Greco di Siracusa, dove è atteso il 24 agosto, o l’11 settembre, al Teatro Romano di Benevento.
La scelta di Pompei sarebbe anche un gesto di omaggio del cantautore alla memoria di Franco Troiano, l’impresario che portò a Cava dei Tirreni i più grandi nomi del rock internazionale insieme con i grandi cantautori italiani, Baglioni in testa. I due appuntamenti a Pompei (ma c’è anche l’area di Paestum a disposizione, con un’opezione per il 30 agosto) portano infatti la firma del figlio di Troiano e della sua società di sempre, la cooperativa Anni Sessanta. Insomma, proprio come Gigi D’Alessio, che ha scelto di inaugurare nello stadio di Cava il suo fortunato tour estivo, Claudio tornerebbe «on the road» nel nome di un amico che non c’è più. Non resta che vedere quale sarà il parere della sovrintendenza, le assicurazioni tecniche ed assicurative richieste nell’eventuale benestare e prepararsi a cantare «ale-ò-ò» nella cornice più affascinante che si possa immaginare: «Oh, they are older than me», scherzò Frank Sinatra affascinato dalle rovine di Pompei, davvero più vecchie di lui.


Andrea Spinelli



Pompei, sipario chiuso, estate senza spettacoli

NONOSTANTE IL BOOM DI TURISTI PER IL GIUBILEO
da il Mattino - Sabato 24 Giugno 2000
Sipario chiuso sull'estate degli spettacoli nella Pompei del Giubileo. Chi si aspettava che l'Anno Santo riportasse i riflettori sull'anfiteatro degli Scavi, tanto per cominciare, resterà deluso. Nessuna richiesta per l'utilizzo della struttura, dicono dalla Soprintendenza, è stata presentata per l'estate Duemila.
Calma piatta, confermano dall'azienda di Soggiorno e Turismo, che pure aveva inserito nel bilancio di previsione una spesa da un miliardo da investire nelle manifestazioni estive.
«La cifra sarebbe bastata a garantire una programmazione di buon livello - spiega il direttore dell'azienda Luigi Garzillo - come si conviene, del resto, a qualsiasi manifestazione da realizzare nella cornice dell'area archeologica di Pompei: i costi di allestimento nell'anfiteatro, dove è necessario montare anche il parterre, d'altra parte, sono piuttosto elevati. Forse andrà meglio - aggiunge - quando sarà possibilie utilizzare i teatri».
La previsione, comunque, è rimasta sulla carta, dal momento che «quella voce, che avevamo inserito per agevolare l'iter burocratico dei finanziamenti regionali, non è stata coperta da alcuna erogazione».
Colpa dei cambiamenti ancora in atto in Regione, forse: «Al momento non abbiamo neppure un interlocutore - conferma Garzillo - ma trattandosi dell'estate del Duemila, probabilmente, certe decisioni andavano prese con largo anticipo, almeno un anno fa». Le sorprese, certo, potrebbero ancora arrivare: non sarebbe la prima volta che il cartellone di agosto prende forma soltanto nel mese di luglio.
La stagione delle grandi manifestazioni organizzate dal Santuario, intanto, si è appena conclusa. «Abbiamo ancora qualche evento da organizzare in basilica - spiega l'aministratore del Santuario Pietro Caggiano, ma le manifestazioni più importanti sono state già realizzate».
E il timone, a questo punto, passa all'improvvisazione. A Palazzo de Fusco circolano da alcuni giorni voci su uno spettacolo fissato per i primi di agosto: Claudio Baglioni avrebbe accettato, l'invito del sindaco Giovanni Zito a tenere a Pompei due concerti, di cui uno finalizzato alla raccolta di fondi da destinare all'Associazione per la ricerca sul cancro.
In mancanza di una previsione di spesa adeguata, a finanziare l'operazione sarebbe un grosso sponsor privato, che avrebbe già data per certa la propria disponibilità. Indiscrezioni che per ora non trovano conferma (ma neppure vengono smentite) da Palazzo De Fusco. Indiscrezioni che, in quanto tali, restano comunque lontane dalla sfera della programmazione. Il calendario dell'estate pompeiana, intanto, è tutto ancora da scrivere.
«Per luglio e agosto - assicura comunque il sindaco - si terrà a Pompei una serie di spettacoli, ma si tratterà di piccoli eventi. Le manifestazioni importanti - conviene il primo cittadino - hanno bisogno di tempi di organizzazione molto più lunghi».
Andrà meglio, forse, per gli amanti del cinema: un'organizzazione privata è in queste ore in trattativa con il Santuario per un ciclo di proiezioni nel cortile dell'isitituto Bartolo Longo.

LAURA CESARANO



Premiata la scuola
«Maiuri» di Pompei

FICTION SU NAPOLI
da il Mattino - Giovedì 22 Giugno 2000
È andato alla scuola media «Maiuri» di Pompei il premio «Campanula Garganica», organizzato a Vico del Gargano dal liceo ginnasio «Virgilio» e dalla scuola media «Manicone» per la prima mostra nazionale del «Cinema della scuola». La scuola di Pompei ha ottenuto il riconoscimento per la fiction «Miseria a Napoli», realizzata dagli alunni di seconda media coordinati dalla professoressa Anna Giordano, con le musiche del professor Franco Di Fuccia e le riprese del professor Angelo Fienga


Pompei, due tesori ritrovati dopo vent’anni
Completato il restauro delle Case del Menandro e di Giulio Polibio
da il Mattino - Mercoledì 21 Giugno 2000
Riaprono dopo vent'anni due case tra le più belle della Pompei antica. Gli interventi di restauro, a parte qualche piccolo ritocco, sono ormai ultimati. «Entro la fine dell'anno - annuncia il soprintendente archeologo di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo - la Casa del Menandro e la Casa di Giulio Polibio saranno riaperte al pubblico». E, c'è da scommetterci, contenderanno l'attenzione dei turisti agli edifici più gettonati - come quelli del Fauno e dei Vettii - dell'area archeologica di Pompei.
La data, per ora, resta ancora incerta. «Questione di organizzazione dei servizi», dice il soprintendente: gli edifici, in pratica, sono già pronti per essere riaperti, ma prima di dare il via libera ai visitatori bisognerà organizzare soprattutto la vigilanza.
I restauri, eseguiti con fondi Fio per la Casa del Menandro e con fondi ordinari della Soprintendenza per la Casa di Giulio Polibio, segnano un momento di svolta per la Pompei che negli anni passati, proprio per la mancanza di risorse da destinare alla manutenzione, ha dovuto chiudere case su case, sottraendo spazi alla superficie visitabile.
Non ci sono gli sponsor attesi invano fin dai tempi della legge sull'autonomia, varata ormai tre anni fa. Ma la Soprintendenza che ora, proprio in virtù dell'autonomia, può disporre senza mediazioni degli incassi delle biglietterie, sta imparando a farcela con o senza l'aiuto dei privati, inutilmente invitati ad adottare le insulae della città antica.
Riapre le porte la casa del Menandro, la cui storia ha radici che arrivano al III secolo avanti Cristo. Un edificio grandioso, che deve il suo nome alla presenza di un affresco raffigurante il celebre commediografo greco: i suoi antichi abitanti, che un sigillo bronzeo ha permesso di identificare come membri della stessa famiglia cui apparteneva Poppea, la bellissima moglie di Nerone, l'avevano dotata di terme private, un grande giardino, e un sotterraneo che restituì agli archeologi i famosi 118 pezzi di argento ora custoditi al Museo Archeologico di Napoli.
«Il restauro dell'edificio - spiega Antonio D'Ambrosio, direttore degli Scavi di Pompei - è stato realizzato non senza difficoltà: alcuni interventi precedenti avevano dato origine a numerosi errori. Ma ora la struttura è praticamente pronta per riaprire le porte ai visitatori».
Ed è già pronta per alla riapertura anche la Casa di Giulio Polibio: «Anche su questa domus - spiega D'Ambrosio, che sta dirigendo i due interventi di recupero - i lavori hanno riguardato le coperture e il restauro degli affreschi. L'edificio è interessante soprattutto per l'insolita planimetria, e noto per aver offerto moltissimi spunti alla ricerca: gli scheletri che qui furono ritrovati sono diventati oggetto di importanti studi sul dna degli antichi abitanti della città».
Ma le novità per la Pompei che apre nuovi spazi alla fruizione non sono finite. Poco lontano dai gioielli appena recuperati procede lo scavo della casa dei Casti Amanti: più lunghi, in questo caso, i tempi per riportare completamente alla luce l'edificio. Ma, forse, ancor prima del completamento dello scavo, i visitatori dell'area archeologica di Pompei potranno osservare il lavoro degli archeologi e dei restauratori da una passerella; ancora un segnale della volontà di aprire nuovi spazi fino ad oggi vietati, «ma si tratta - avverte il soprintendente - di un' impresa non facile: al momento stiamo studiando un sistema che, accanto alla sicurezza, garantisca alla passerella anche la mobilità necessaria per seguire i lavori in corso».
Un altro intervento di restauro è in corso sulla Casa delle Nozze D'Argento. In questo caso un aiuto concreto - ma solo per la stesura del progetto - è arrivato dal World Monuments Fund. Infine, l'istituto di Porta Marina ha appena avviato uno studio sul quartiere dei teatri. L'intervento parte da un rilievo planimetrico della grande area. E non è escluso che la ricerca conduca, di qui a qualche anno, ad una nuova ondata di novità per l'area archeologica di Pompei: dall'esito degli studi dipenderà, infatti, anche la riapertura dei teatri agli spettacoli.

LAURA CESARANO

Consegnati a Guzzo i reperti trafugati
da il Mattino - Mercoledì 21 Giugno 2000
Il valore venale di ciascun reperto supera i cento milioni di lire; quello scientifico e culturale, invece, è incalcolabile. Sono difatti dei «pezzi» più unici che rari quelli che ieri sono stati consegnati al Soprintendente di Pompei, Piero Guzzo. I due preziosi reperti del I secolo d.C.: il bronzetto cosiddetto del «giovane con maiale» e l'affresco del «pavone» sono stati recuperati dai carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico. Il Pavone, una pittura di «quarto stile» che faceva parte del complesso di affreschi staccati da un parete della villa di Asellio, a Boscoreale, fu scoperto in Svizzera, dopo che se ne erano perse le tracce da almeno mezzo secolo, presentato nel catalogo di una casa di collezioni. Identico, il destino del bronzetto del «giovane con maiale», trafugato e recuperato dai carabinieri.



Circum, giù
l’ultimo diaframma
da il Mattino - Giovedì 15 Giugno 2000
Abbattuto l'ultimo diaframma nella galleria sotterranea della Circumvesuviana tra Torre Annunziata e Pompei. La demolizione è avvenuta - in tempo reale, ovvero non si è proceduti a un abbattimento di "prova" e a uno successivo per le autorità - due giorni fa, a una profondità di 16 metri dalla superficie, a mezza strada, nel territorio di Boscotrecase e quasi in corrispondenza del locale ufficio postale.
Il tunnel, realizzato in poco più di due anni di lavoro, è lungo quasi duemila metri su un totale di nuovo tracciato di poco superiore ai sei chilometri. Alla realizzazione dell'interramento del percorso ferroviario della Circum hanno lavorato quasi 200 maestranze, in maggioranza super specializzate, che hanno termianto i lavori in anticipo sulla tabella di marcia. «E questo - spiegano gli ingegneri Pellei e Colucci, responsabili del cantiere e dei lavori - anche se si son dovute superare difficoltà soprattutto legate alle problematiche del sottosuolo». La forte presenza di pozzi neri, il ritrovarsi la strada sbarrata da lave vulcaniche e il ritrovamento di numerosi e importantissimi reperti archeologici hanno difatti condizionato i lavori per i quali si son dovute adottare scelte e tecnlogie innovative. L'intervento, una volta terminato sarà di importanza fondamentale per il riassetto urbanistico territoriale e per lo scorrimento veloce lungo la viabilità ordinaria in quanto saranno eliminati 18 passaggi a livello.
Adesso, si attende il finanziamento della galleria parallela a quella realizzata e già messa in cantiere dalla conferenza dei servizi. Il costo stimato «chiavi in mano» dell'intervento non dovrebbe superare gli 80 miliardi di lire. Il finanziamento, già richiesto, dovrebbe arrivare in tempi ristretti dalla Regione Campania.

CARLO AVVISATI



Pompei segreta aperta per il premier

Aznar visita tre «domus» chiuse da 20 anni e chiede: «Si scaverà ancora?»

da il Mattino - Domenica 11 giugno 2000
Stanco ma rilassato, il premier spagnolo ha dedicato alla Pompei archeologica uno dei primi momenti di relax dopo le fatiche del vertice napoletano. E agli scavi di Pompei José Maria Aznar, affascinato dalle meraviglie dell’archeologia vesuviana, ha dedicato anche più del tempo previsto per l'escursione.Tanto è vero che secondo alcuni anche a tavola, dopo le 21 al circolo Savoia, ha continuato a parlare delle meraviglie di Pompei con l’ambasciatore spagnolo a Roma e il console a Napoli, Una cena all’aperto, in maniche di camicia, preceduta dall’incontro nella hall dell’Excelsior con Jole De Rosa, la sorella di un giovane disabile della provincia di Salerno innamorato della Spagna, che aveva scritto al premier chiedendogli una cassetta sulle bellezze iberiche. Lettera alla quale Aznar ieri ha dato seguito.
Ma torniamo all’escursione a Pompei. Due ore tra le rovine antiche da (quasi) privato cittadino. Poco dopo l’inizio del percorso, Aznar ha chiesto infatti che i fotografi fossero allontanati, e ha proseguito la visita con la moglie Ana, informale anche lei nella lunga gonna a fiori indossata su un paio di espadrillas turchesi come la casacca, e il suo piccolo seguito: accanto agli uomini del servizio di sicurezza, c'erano il console generale Luis Benso Perea e l’ambasciatore spagnolo Jan Prat Y Coll. La voglia di privacy, però, si è scontrata con l’entusiasmo di due gruppi di turisti spagnoli, che dopo aver applaudito il premier, hanno chiesto una foto ricordo.
Foto di cortesia anche con un gruppo di italiani, poi la lunga passeggiata guidata dal direttore degli Scavi Antonio D'Ambrosio, che ha aperto per i visitatori d'eccezione tre scrigni preziosi della città antica. Dopo il percorso ordinario, dal Tempio di Venere al Foro, alla Basilica al Foro, alle Terme, al Lupanare, Aznar e il suo seguito hanno visitato in anteprima alcune tra le più belle domus di Pompei, dalla Casa del Menandro, alla Casa di Caio Giulio Polibio, alla Casa dei Casti Amanti. Chiuse al pubblico da circa 20 anni le prime due, che hanno appena subito un lungo intervento di restauro, e ancora in corso di scavo la terza.
«Il fuori programma - ha detto il funzionario della Soprintendenza - l’abbiamo deciso proprio perché l’interesse mostrato dai nostri ospiti è stato notevole. Nel percorso programmato era prevista - ha rivelato il direttore degli Scavi - accanto all'itinerario ordinario, la visita a una soltanto (quella del Menandro, ndr) delle case ancora chiuse ai visitatori».
Curiosi e attenti, il premier e la first lady, che a Pompei non erano mai stati, hanno ascoltato in italiano le spiegazioni dell'archeologo, rinunciando quasi del tutto al lavoro dell'interprete. Hanno osservato con invariabile ammirazione gli affreschi e mosaici delle case antiche, hanno percorso senza concedersi pause il basolato sconnesso di duemila anni fa, e hanno chiesto lumi sulla collocazione delle suppellettili viste poco prima all'Archeologico di Napoli. Ma Aznar e signora sono rimasti folgorati davanti ai calchi in gesso conservati nel Macellum, e hanno voluto sapere tutto sulla tecnica che, sperimentata fin dalla fine dell'Ottocento, ha permesso di immortalare corpi umani ed oggetti così come li sorprese la furia del Vesuvio nel ’79 dopo Cristo.
«Si scaverà ancora a Pompei?», ha chiesto sul finire dell’escursione il premier spagnolo, rivelando il suo interesse per il futuro della città antica. Nessuna interruzione e nessuna fretta di rientrare, neanche davanti alle lunghe spiegazioni di D'Ambrosio sui teatri di Pompei.
Soltanto alla fine della lunga escursione l'incrollabile Ana ha mostrato qualche segno di stanchezza. La visita si è conclusa senza intoppi, mentre un elicottero sorvolava gli Scavi, nel viale delle ginestre, da dove la comitiva è ripartita con quasi un'ora di ritardo. sulla tabella di marcia, dopo aver accolto con un sorriso l'ultimo omaggio di Pompei al premier spagnolo e al suo seguito: una pellicole Vhs con la ricostruzione virtuale della Pompei di duemila anni fa e un filmato su Ercolano antica, realizzato pochi mesi fa in occasione della mostra sugli antichi ercolanesi.

LAURA CESARANO



Dall’atterraggio al decollo: tutti gli orari del Presidente
Il presidente Aznar, in forma privata, visita gli scavi di Pompei.
da il Mattino - Lunedì 5 giugno 2000
Ora per ora ecco tutto il programma organizzato per il IX vertice italo-spagnolo che si terrà a Napoli venerdì e sabato.
Ore 16: arrivo del presidente del Consiglio all’aeroporto militare di Capodichino. Ad accogliere Amato ci sarà il prefetto di Napoli.
Ore 16,20: il presidente del Governo spagnolo, Josè Maria Aznar, e signora, atterra nell’area militare di Capodichino.
Ore 16,25: trasferimento in pullman dei ministri e della delegazione spagnola in piazza del Plebiscito (Prefettura).
Ore 16,25: in Prefettura arriva Giuliano Amato.
Ore 16,45: in Prefettura arriva Josè Maria Aznar.
Ore 19: termine dei colloqui bilaterali, i ministri si trasferiscono a bordo di bus-navette negli alberghi dove alloggiano.
Ore 20,15: trasferimento dei ministri e delle delegazioni alla Reggia di Capodimonte per la cena.
Ore 20,20: partenza del presidente del Consiglio dal Vesuvio per raggiungere la Reggia.
Ore 20,25: partenza del presidente del Governo spagnolo dall’Excelsior verso la Reggia.
Ore 20,45: cena di gala.
Ore 22: breve intrattenimento musicale a cura dei Cantori di Posillipo nel giardino del Belvedere.
Ed ecco il programma di sabato.
Ore 9,40: trasferimento a Palazzo Reale dei ministri e delle delegazioni.
Ore 9,45: arrivo delle delegazioni a Palazzo Reale.
Ore 9,50: il presidente del Consiglio si trasferisce in auto dall’hotel Vesuvio a Palazzo Reale.
Ore 9,55: il presidente del Governo spagnolo si trasferisce in auto dall’Excelsior a Palazzo Reale dove ad attenderlo ci sarà Giuliano Amato.
Ore 10: ”foto di famiglia” sulla terrazza di Palazzo Reale, trasferimento nel salone d’Ercole dove prenderà il via la riunione plenaria. Al termine la conferenza stampa congiunta nel teatrino di corte.
Ore 12,30: partenza della delegazione spagnola e della delegazione italiana. Per chi resta pranzo di saluto in uno degli alberghi del Lungomare.
Ore 16: il presidente Aznar, in forma privata, visita il museo Archeologico e gli scavi di Pompei. Poi, farà rientro in albergo. Top secret sul luogo dove consumerà la cena.
Il programma per la giornata di domenica.
Ore 10: Aznar e la moglie parteciperanno alla santa Messa officiata dal parroco nella chiesa del Gesù Nuovo.
Ore 11: passeggiata nella zona del centro antico attraverso i Decumani. Sosta a San Domenico Maggiore a San Gregorio Armeno, l’antica via dei pastori.
Ore 12-13: partenza per l’isola di Capri dal molo Beverello a bordo di una imbarcazione privata e rientro a Napoli nel tardo pomeriggio. Poi, probabile partenza da Capodichino.

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