UNA NUOVA DOMUS VISITABILE
Pompei, Scavi apertia Natale e Capodanno
Fonte:
Il
Mattino 22-12-2002
Apertura straordinaria in occasione delle fastività
...>>>Segue
XIII MOSTRA
DELL'ARTIGIANATO RELIGIOSO
Fonte:
Pontificio
Santuario di Pompei
Il tema della XIII Mostra dell'Artigianato Religioso è il
Santo Natale.
Centro Educativo Bartolo Longo
Pompei, 5 - 8 dicembre 2002
...>>>Segue
RITROVATI DUE
SCHELETRI DI SCHIAVI A POMPEI
Fonte:
Il
Nuovo 26-11-2002
I resti versano in condizioni discrete e gli esperti ritengono si tratti di due individui adulti, di cui uno forse di sesso femminile.
...>>>Segue
Un altro Sarno bagnava Pompei
Fonte:
Il
Mattino 23-10-2002
C'era un altro fiume, duemila anni fa, che attraversava la pianura a Nord di
Pompei. Una sorta di gemello del Sarno di cui si erano perse le tracce e del
quale nessuno aveva mai sospettato l'esistenza.
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La Pompei antica rivive a Ferrara
Arredi, affreschi, stucchi dell'età imperiale dal 19 ottobre
2002 al 19 gennaio 2003 al Museo Archeologico.
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Fonte:
Il Nuovo 19-10-2002
FERRARA - La grande pittura pompeiana dell'età
imperiale in mostra. Dal 19 ottobre 2002 al 19 gennaio 2003,
il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, ( occasione
anche per vedere le preziose sale di Palazzo Costabili detto
di Ludovico Il Moro, con i soffitti riccamente affrescati
attribuiti a Garofalo, Dosso Dossi e all'Ortolano ) ospiterà
l'arte delle ville d'otium di Castellammare di Stabia.
Per la prima volta si allestisce una mostra esclusivamente
dedicata alla pittura stabiana. Preziosi arredi,
ventiquattro affreschi, dieci stucchi dalla Villa di Petraro
- rarissimi per dimensioni e per l'ottimo stato di
conservazione - un intero ambiente, il triclinium,
ricostruito esattamente come lo vedevano gli abitanti della
Villa di Carmiano - da dove proviene, ed altre meraviglie,
tra cui alcuni
inediti ricostruiranno per il visitatore i gusti raffinati e
le tecniche artistiche utilizzate ai tempi di Nerone e
Vespasiano in queste ville. Dedicate al riposo e agli
svaghi, le ville d'otium venivano affidate, ancor più
frequentemente di quelle di Pompei, ad artisti di fama del
tempo attivi anche a Roma.
Se i soffitti delle ville stabiane, come spiegano gli
archeologi della Soprintendenza pompeiana, "Si trasformano
in volte celesti, animati da figure e racconti mitologici e
da allegorie che riprendono i progressi della geografia e
dell'astronomia del tempo", nella sala delle Sibille, opera
di Garofalo, e in quella delle Storie di Giuseppe l'Ebreo di
Dosso
Dossi e dell'Ortolano, prendono straordinaria vita i miti
eroici, religiosi ed esoterici cari alla corte estense in
epoca rinascimentale.L'esposizione è stata progettata dalla
Soprintendenza di Pompei per la valorizzazione del
patrimonio culturale di Castellammare, e dalla
Soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia.
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LA LETTERA DEL PONTEFICE
RAFFAELE MEZZA |
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Fonte:
Il Mattino 19-10-2002
Monsignor Pietro Caggiano è l’amministratore unico di tutte
le Opere pompeiane e, come tale, uno dei più stretti
collaboratori dell’arcivescovo Domenico Sorrentino. È stato
«pars magna» nell’organizzare l’imponente pellegrinaggio a
Roma di mercoledì scorso e vigila costantemente sul buon
funzionamento di questa complicata «macchina» che è il
Santuario di Pompei. A lui chiediamo come la Prelatura
intende realizzare le nuove direttive che scaturiscono dalla
Lettera apostolica sul Rosario.
«Le iniziative da prendere saranno certamente molteplici.
Nell’immediato, cominciamo da subito, nel saluto mattutino
alla Madonna (ore 6.30) con leggere e commentare brevemente
i singoli brani delle Lettere, che continueremo a
distribuire ai fedeli. Poi daremo presto inizio ad una
Scuola di spiritualità - che proseguirà negli anni - per
assicurare un fondamento teologico alla devozione mariana.
Nello stesso tempo cercheremo di intensificare le missioni
che già effettuiamo, con cadenza mensile, nelle diverse
regioni italiane. Poi man mano penseremo al resto».
Con questo documento pontificio la città di Pompei (nominata
dal Papa più volte assieme al beato Bartolo Longo), vede
ancora aumentare la sua notorietà nel mondo: ne sono
consapevoli cittadini e autorità?
«Noi, come Chiesa, auspichiamo che questa città si trasformi
in un degno contenitore del Santuario, e pertanto che coloro
che ci vivono siano espressione e interpreti del senso di
questa Chiesa. Naturalmente, ognuno deve fare la sua parte:
le autorità civili, permettendo, con le strutture materiali,
una migliore accoglienza dei pellegrini, che d’ora in poi
saranno certamente più numerosi; la scuola, insegnando con
l’educazione civica a migliorare i doveri dell’ospitalità; e
non ultimi i singoli cittaini, che dovrebbero adeguarsi a
crescere in tal senso. Come ha detto l’arcivescovo, se
abbiamo un titolo di onore dobbiamo farci onore».
I nuovi «misteri della luce» non sono obbligatori: come si
comporterà la Prelatura territoriale di Pompei?
«È ovvio che recepiremo a giorni l’innovazione voluta dal
Santo Padre, e che conferma tra l’altro quanto opportuna
fosse la clausola crisologica che il nostro Prelato aveva
reintrodotta».
E che abolirete?
«Nient’affatto. Anzitutto perchè essa è antichissima, anche
se nel corso dei secoli cadde in disuso; e poi perchè anche
Paolo VI, nella Esortazione apostolica «Marialis cultus»,
l’aveva raccomandata sin dal 1974».
Monsignore, il Papa ha ribadito la volontà di tornare a
Pompei: ma quando?
«Non fissiamo date di fantasia, destinate poi ad essere
smentite. Escludendo i mesi invernali, quando, nonostante la
mitezza del nostro clima, un viaggio non sarebbe
consigliabile, è ragionevole prevedere che il Papa tornerà a
farci visita prima che termini l’Anno del Rosario ora
iniziato».
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Il
Papa a Pompei entro il 2002
Il vescovo Sorrentino: «Sua Santità ci ha
comunicato una grande gioia»
Espressa l’intenzione di visitare il Santuario per onorare l’icona
mariana
di ROBERTO GIANFREDA
Fonte:
IL TEMPO del 17/ ottobre 2002
PAPA Wojtyla a Pompei entro dicembre. Il desiderio del Pontefice di
far visita alla città del Santuario potrebbe diventare realtà entro
la conclusione di quest'anno, dedicato alla Vergine. E ancora ieri,
da piazza San Pietro, il Papa polacco ha ribadito la volontà di
immergersi nella Fede della comunità vesuviana. Un'intenzione
percepita con chiarezza dal vescovo di Pompei, Domenico Sorrentino.
Per lui, e per i suoi fedeli, le parole del Papa rappresentano
motivo di orgoglio, ma anche una sfida importante che non può essere
perduta. Sua Eccellenza ne è consapevole. Ma non rinuncia
all'umiltà. Profonda, in piazza San Pietro, la raffica di emozioni
che il Pontefice ha saputo suscitare. «L'attenzione del Papa - dice
monsignor Sorrentino con accento pacato - è motivo di profonda gioia
per la mia comunità. Ma non è una novità. Noi attendiamo Papa
Wojtyla dall'estate scorsa. Già in occasione del viaggio pastorale
nell'isola d'Ischia il Pontefice aveva manifestato la volontà di
venire a Pompei. Un desiderio, ne sono convinto, determinato dalla
profonda Fede mariana che ha sempre caratterizzato la spiritualità
del Papa».
Sorpreso, Eccellenza, dall'attenzione mostrata dal Papa per la
comunità di Pompei?
«L'interesse del Pontefice non è una novità. Da sempre il Pontefice
ha mostrato profonda attenzione verso i luoghi di culto mariani. Un
elenco che racchiude anche Pompei. È davvero presto per poter
stabilire con precisione quando il desiderio del Pontefice di venire
a Pompei si possa concretizzare. Non sono stati stabiliti contatti
in tal senso con la Segreteria di Stato vaticana. Ma è possibile che
arrivi da noi entro la conclusione di quest'anno, dedicato alla
Vergine Maria».
Quale, a suo giudizio, il significato del documento del Pontefice
dedicato al Rosario?
«Papa Wojtyla ha inteso riproporre l'immenso valore che il Rosario
assume per la nostra quotidianità. E ha voluto dire che l'uomo deve
ripartire dall'insegnamento di Cristo».
Eccellenza, cosa l'ha colpita di più nella personalità di Papa
Wojtyla?
«Io non sono uno dei frequentatori più assidui del Pontefice. Ogni
volta che ho incontrato Karol Wojtyla, mi ha dato l'impressione di
un mistico che vive in pieno il mistero di Cristo. Il Papa irradia
il messaggio evangelico con il comportamento quotidiano. Ha
affrontato ogni sacrificio in spirito ecumenico. Dinanzi alle
fatiche del suo pontificato, nonostante l'età ormai avanzata e le
tante malattie, non si è mai tirato indietro. La sua è una
testimonianza di Fede tradotta nell'impegno quotidiano. Il documento
dedicato al Rosario è soltanto l'ultimo esempio».
giovedì 17 ottobre 2002
POMPEI DI NOTTE, SUONI E LUCI
AL FORO
Dal 27 settembre 2002 gli Scavi di
Pompei saranno visitabili anche di notte con un percorso di suoni e
luci.
Fonte:
Soprintendenza Archeologica
di Pompei
L'iniziativa della Soprintendenza di Pompei è stata finanziata dalla
Regione Campania, Assessorato ai Beni Culturali, realizzata dalla
società So.l.e. del gruppo Enel e ideata e curata dalla società "Otium
Negotium" di Roma. Il percorso, con testi recitati in italiano, in
inglese e su richiesta in giapponese, della durata di circa un'ora,
condurrà gruppi di 100 visitatori dalle Terme suburbane al Foro.
Lungo il percorso un racconto svelerà i luoghi più suggestivi della
Pompei notturna attraverso suoni e voci diffusi tra le domus e i
templi e con il magico sottofondo delle musiche del maestro Ennio
Morricone. L'itinerario denominato "Suggestioni al Foro" si conclude
con uno spettacolo multimediale che ricostruisce le drammatiche fasi
dell'eruzione con effetti speciali e immagini cinematografiche.
Il percorso "Suggestioni al Foro" sarà presentato alla stampa
nazionale ed estera a Pompei, il 26 settembre con una Conferenza
Stampa e una anteprima dell'itinerario, alla quale parteciperanno il
Ministro per i Beni e le Attività Culturali on. Giuliano Urbani, il
Presidente della Regione Campania on. Antonio Bassolino, il
Soprintendente archeologo Pietro Giovanni Guzzo, il Direttore
Amministrativo Giovanni Lombardi, l'Assessore regionale ai beni
culturali Marco Di Lello e l'amministratore delegato di So.l.e.
gruppo Enel Ing. Giuseppe Nucci.
All'incontro parteciperanno, inoltre, i responsabili della società "Otium
Negotium".
Per informazioni al pubblico e agli operatori turistici sarà in
funzione dal 16 settembre (dalle 10 alle 17) il call center tel. 081
5370328.
I percorsi si svolgeranno tutte le sere, da porta Marina, fino al 3
novembre 2002, in due turni di visita nei seguenti orari:
_ h 20,00 percorso in lingua italiana, max 100 persone
_ h 21,00 percorso in lingua inglese, max 100 persone
Le biglietterie di Porta Marina saranno aperte dalle ore 19,00 alle
ore 21,00.
I biglietti prenotati dovranno essere ritirati almeno 20 minuti
prima dell'inizio dello spettacolo.
Il costo del biglietto è di 24,00 € a persona.
Per i minori di 18 anni accompagnati l'ingresso è gratuito.
Le prenotazione si effettuano, dal 26 settembre, sul sito internet
Arethusa: www.arethusa.net
Ufficio stampa tel. 081 8575341 - fax 081 8575354
pressoffice@pompeiisites.org
Il Pontefice aveva espresso
a maggio il desiderio di tornare al santuario
Scatta il piano-sicurezza
Fonte: Il Mattino
20 settembre 2002
SUSY MALAFRONTE
Il mese prossimo il Papa sarà a Pompei. Dopo 23 anni Giovanni Paolo II ritornerà a baciare la terra della Beata Vergine del Rosario, ma la data è ancora top-secret. Escluso intanto il giorno della supplica, che si celebrerà il 6 ottobre sull'altare maggiore della Basilica: Wojtyla è infatti impegnato nella cattedrale di San Pietro per la canonizzazione di un nuovo Santo. L’arrivo a Pompei potrebbe quindi avvenire il giorno dopo, il 7 ottobre, in occasione della festa della Vergine.
Il desiderio espresso dal Santo Padre durante la visita ischitana del maggio scorso sta dunque per concretizzarsi. Ad annunciare che nel mese di ottobre il Papa sarebbe giunto nella città fondata dal Beato Bartolo Longo fu il cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato Vaticano, motivando così la scelta: «Oltre ad essere il mese dedicato alla Madonna del Rosario - disse - è anche il ventiquattresimo anniversario del pontificato del Santo Padre» (16 ottobre 1978).
Le prime disposizioni per l'imminente viaggio a Pompei di Giovanni Paolo II sono state decise l'8 maggio scorso tra il ministro degli esteri vaticano, Angelo Sodano; il presidente della Regione, Antonio Bassolino; il vescovo di Pompei, monsignor Domenico Sorrentino. L’incontro si è svolto nell'appartamento della Prelatura al primo piano della Basilica: «Ci è balzato il cuore di indicibile gioia, quando, ad Ischia, il Papa ha espresso il desiderio di ritornare nel Santuario di Pompei - dice monsignor Sorrentino - Ormai non vediamo l'ora affinché il desiderio di Giovanni Paolo II si possa realizzare».
Per rendere possibile la visita del Papa, il cardinale Angelo Sodano aveva affidato alla clemenza della Beata Vergine la salute di Wojtyla affinché possa essere in piena forma per affrontare le fatiche del viaggio. «Viene da pensare che la Madonna di Pompei abbia accolto le parole del cardinale, donando la forza necessaria a Giovanni Paolo II per far ritorno nel tempio fondato dal Beato Bartolo Longo», dice monsignor Sorrentino.
Il cardinale Sodano a sua volta annunciò la visita ricordando quella precedente: «Quando il Papa visitò il Santuario di Pompei confidò ai presenti che era giunto per sciogliere quasi un suo segreto voto di pietà, di gratitudine e d'amore. Giovanni Paolo II - continua il cardinale - si metteva così, all'inizio del proprio Pontificato, sulle orme della Madonna e veniva a Pompei per attingere luce e conforto in sostegno della sua missione apostolica».
Il piano di sicurezza è già stato definito per grandi linee: città completamente blindata, mentre elicottteri di polizia e carabinieri sorvoleranno costantemente il cielo. Unità cinofile controlleranno le strade che circondano il Santuario e tutte le strade di accesso al centro saranno vietate alle automobili. Tutti i fedeli saranno inoltre ispezionati con sofisticati metal-detector prima di accedere in pazza. Impiegati più di mille uomini tra polizia e carabinieri.
Il Papa giungerà sul sagrato della Basilica della Beata Vergine a bordo dell’elicottero privato. Per motivi di sicurezza, forse, il Santo Padre dovrebbe però rinunciare ad affacciarsi dal balcone del Santuario. Pomepi si prepara dunque al gran giorno e attende l’annuncio della data per fare partire i preparativi d’accoglienza.
DA OGGI LA FIERA DI RICCIONE
Francobolli Onu per Amalfi
e Pompei
Fonte: Il Mattino
30 agosto 2002
UMBERTO NARDACCHIONE
Appuntamento per gli appassionati di collezionismo a Riccione, che da oggi all'8 settembre ospiterà una serie di mostre dedicate a francobolli, carte elettroniche prepagate, monete. Nel palazzo del Turismo, i francobolli saranno i protagonisti della 54/a Fiera internazionale e della 41/a edizione dell'Esposizione filatelica «Europa». Entrambe le rassegne, cui il ministero delle Attività Produttive ha riconosciuto la qualifica di «Internazionale» nel settore della filatelia, dedicheranno ampio spazio alla valenza storica, culturale, artistica dei francobolli, con una sezione strettamente riservata al commercio filatelico (cartoline, documenti di storia postale, accessori). La Costiera Amalfitana e Pompei sono due dei sei siti italiani scelti dall'amministrazione postale delle Nazioni Unite per illustrare le serie di francobolli dedicati alla salvaguardia del patrimonio culturale e naturale mondiale. Serie che quest'anno è dedicata all'Italia. Gli altri quattro siti, dei 35 dichiarati patrimonio mondiale dall'Unesco, sono Firenze, Roma, Pisa e le Isole Eolie. Per la Costiera Amalfitana e Pompei si tratta di un riconoscimento prestigioso ed una colossale campagna promozionale.
Come è noto i francobolli delle Nazioni Unite vengono emessi in dollari statunitensi per la sede di New York, in euro per l'ufficio di Vienna ed in franchi svizzeri per l'ufficio di Ginevra. Ecco allora la Costiera Amalfitana sul 70 cents di dollaro, Pompei sul 51 centesimi di euro, Firenze sul 37 cents di dollaro, Roma sul 58 centesimi di euro, Pisa sul 90 centesimi di franco e le Isole Eolie su 1,30 franchi. A sottolineare l'eccezionalità dell'evento l'Italia realizza i due valori in franchi svizzeri come «emissione congiunta», cioè con lo stesso soggetto, ma con l'indicazione «Italia» ed il valore espresso in euro. Soprattutto, però, i due francobolli sono completati da una vignetta con il logo della Fiera. Sempre fino a domenica, Riccione ospiterà anche «Europa Card Show», settima edizione del Salone delle carte, telecarte e moneta elettronica.
LA COPIA TORNERÀ ALLA CASA DEL FAUNO
Fonte: Il Mattino
3 agosto 2002
Carlo Avvisati
Il grande mosaico di «Alessandro il Grande alla battaglia di Isso», proveniente dalla Casa del Fauno di Pompei ed esposto nelle sale del Museo Archeologico di Napoli, avrà un "gemello" costruito con materiali e tecnologia identica a quella usata dai musivari di 2000 anni fa. La lavorazione della copia, a cui metterà mano per quasi un anno uno staff di mosaicisti internazionale, è stata affidata alla Bottega del Restauro di Ravenna. Una volta approntato il nuovo mosaico sarà ricollocato nel suo ambiente originario, a Pompei
Tempo un anno, o poco più, e lo stupendo e gigantesco mosaico - misura 271 cm per 512 cm - che secondo gli studiosi raffigurerebbe Alessandro il Grande alla battaglia di Isso ritornerà in "copia" a impreziosire il pavimento dell'esedra nella Casa del Fauno a Pompei. La riproduzione sarà approntata con procedimento e materali identici a quelli che 2000 anni fa vennero usati dagli antichi mosaicisti e non avrà niente da invidiare all'originale che si trova nei saloni del Museo Archeologico di Napoli.
Un milione e passa di tessere di marmo policrome, nell'originale, che nella norma non superano il mezzo centimetro di lato. Tasselli che nel II secolo a.C., su esempio della finissima arte di lavorazione musiva fiorente ad Alessandria, furono messe assieme da una squadra di operai specializzati sotto la supervisione del maestro Philoxenos da Eritrea al quale si deve il "cartone" di base su cui vennero impiantate le tessere. Il mosaico, realizzato sulla base di un dipinto più antico di qualche secolo, raffigura Alessandro Magno, in sella al suo cavallo Bucefalo, mentre combatte - e vince - contro l'ultimo re dei re persiano, Dario III, durante il celebre scontro in prossimità della città di Isso, nel 330 a.C.. L'opera fu recuperata assieme alle altre decorazioni musive (tra cui sono molto conosciute quella del gatto che cattura un volatile, una natura morta con beccafichi, anatre e pesci appena pescati) da quella sorta di museo privato che alla fine del II secolo a.C. dovette essere la Casa del Fauno, così detta dal ritrovamento di una statua di bronzo raffigurante un Fauno danzante. In realtà la domus, che con i suoi 3000 metri quadrati di superficie è l'abitazione privata - assieme alla Casa di Pansa - più grande di Pompei, appartenne alla Gens Satria, di origine sannita, che volle raccogliere in quelle stanze testimonianze musive assolutamente uniche per grandiosità e preziosismi. Veri e propri intenditori d'arte i Satri, non si fecero coinvolgere dall'inseguire le diverse mode che si successero nel tempo e che in tante altre case videro distruggere le decorazioni precedenti a beneficio di altre più «à la page». Essi conservarono e restaurarono premurosamente più volte le decorazioni pittoriche e i mosaici originari.
Insomma, secondo gli archeologi, nella casa pompeiana dei Satri (ma il fabbricato appartenne anche alla Gens Cassia, di origine romana, poi spostatasi a Pompei e che con i Satri convisse, secondo alcuni studiosi) prima della catastrofica eruzione del 79 d.C., c'era una raccolta di mosaici talmente importante e corposa da poter reggere il confronto - e senza sfigurare minimamente - con quella presente nella reggia dei Tolomei, a Alessandria d'Egitto. Il fabbricato, che si trova a pochi metri dal Foro pompeiano, fu scavato tra il 1830 e il 1832 da Antonio Bonucci e oltre ai mosaici offrì alla scienza e alla cultura numerosi altri tesori tra cui numerosi vasi d'argento scolpiti e abbondanti oreficerie. Inoltre, furono in tanti a stupirsi per la ricchezza, la varietà e la quantità di suppellettili che arricchivano la dimora e che andavano dai sedili di bronzo, ai tavoli di marmo finemente lavorato. La realizzazione della copia, alla quale lavorerà uno staff formato da otto esperti mosaicisti, è stata affidata alla Scuola Bottega del restauro del Mosaico di Ravenna che si coordinerà con le Soprintedendenze archeologiche di Pompei e Napoli.
Pompei, riflettori su Giorgia,
aspettando Dalla e Feliciano
Fonte: Il Mattino
25 luglio 2002
L’anfiteatro degli scavi di Pompei riapre alla musica ancora una volta. Dopo «Oggi e domani» di Massimo Ranieri, che per due sere ha fatto registrare il tutto esaurito, domani sera riflettori puntati su Giorgia (biglietti a 40 e 30 euro). Per il teatro dell’antica città pompeiana un’estate ricca di appuntamenti. L’evento clou del Latin jam festival, il concerto di Josè Feliciano e Lucio Dalla, previsto per sabato 3 agosto (posti da 55 e 45 euro), infatti, avrà come cornice d’eccezione quella che fu la location di uno storico live dei Pink
Floyd. «Uno degli obiettivi della rassegna - spiega l’organizzatore Massimo Gallotta - è portare la grande musica nei posti più belli e suggestivi della nostra regione». Un altro evento, firmato dal promoter salernitano, che riaccende i riflettori sullo scenario di Pompei: nel ’91, infatti, il Teatro grande ospitò il concerto di Frank Sinatra.
Feliciano, dunque, si esibirà dunque in tandem con Lucio Dalla. Tra i due l’incontro è nato quasi per caso. Di recente Feliciano è stato ospite di Dalla in un concerto alle isole Tremiti: l’enorme successo riportato ha fatto decidere agli organizzatori di creare una vera e propria data. Dopo il concerto di Dalla-Feliciano, il cartellone del «Live in Pompei 2002» prevede anche l’esibizione di Vinicio Capossela, il 21 agosto. Per l’acquisto dei biglietti dei concerti di Giorgia, Dalla-Feliciano e Capossela ecco a chi rivolgersi:
Azienda autonoma soggiorno e turismo di Pompei (081-8508541), Concerteria (081-7611221), Disclan (089-234832) e tutte le prevendite abituali. Infoline dell’organizzazione: 089-2571279.
c.d.l.
RESTAURO ED APERTURA DELLE TERME SUBURBANE
Il 19 gennaio 2002 saranno aperte, per la prima volta al pubblico, le Terme suburbane di
Pompei.
Il restauro è stato finanziato dalla Compagnia di San Paolo (in collaborazione con la
Würth che ha allestito la copertura della piscina).
Site all'esterno delle mura, all'ingresso di Porta Marina, le
Terme Suburbane sono un complesso termale pubblico di età augustea, concepite con un solo
settore e uno spogliatoio unico, per uomini e donne, arricchito da quadretti a tema
erotico.
Costruite diversamente dai precedenti edifici termali pompeiani, come le terme del Foro e
le terme Stabiane, ma simili a quelle più recenti - le terme centrali in via di
costruzione al momento dell'eruzione - le Terme suburbane presentano, oltre allo
spogliatoio (apodyterium), gli ambienti in sequenza con vasca a bagno freddo
(frigidarium), una stanza con vasca a temperatura moderata (tepidarium), un piccolo
ambiente per bagni di sudore e una stanza con vasca per bagno caldo (calidarium).
In seguito, a questa sequenza, fu aggiunto un ulteriore ambiente , con una grande piscina
riscaldata, realizzata (così come in un altro edificio ad Ercolano) con una tecnica molto
innovativa che, attraverso la creazione di una doppia camera, manteneva la temperatura
dell' acqua costante.
All'interno, tra gli elementi decorativi di spicco c'è una fontana a Mosaico policroma,
nell'area della piscina fredda , decorata anche con affreschi raffiguranti soggetti marini
e navi. Nella stanza antistante sono da segnalare gli stucchi a rilievo.
Lo spogliatoio è invece affrescato con quadretti erotici, complessivamente sedici, di cui
solo otto sono oggi visibili, mentre degli altri otto restano solo le tracce. Sotto ogni
scena erotica c'è il disegno di una cassetta in legno numerata che richiamava quella in
cui si ponevano gli abiti.
Gli otto affreschi visibili presentano varie posizioni e prestazioni sessuali che, secondo
la ricostruzione di alcuni studiosi, erano una sorta di 'catalogo' del mercimonio che
avveniva al piano superiore delle terme.
Tra le particolarità, oltre all'immagine del poeta nudo, c'è anche una scena di amore
tra due donne, unica di amore saffico dell'epoca romana arrivata sino a noi.
Sulla funzione di questi quadretti ci sono due contrapposte interpretazioni da parte degli
studiosi: un ruolo puramente ornamentale, addirittura ironico, per rallegrare la clientela
delle terme, e quello invece di 'vetrina', una sorta di catalogo di possibili prestazioni
offerte dagli schiavi (uomini e donne) che lavoravano all'interno dello spogliatoio.
L'attività di prostituzione si sarebbe svolta al piano superiore, che sarebbe stato
quindi una sorta di lupanare. Per i sostenitori di quest'ultima tesi, ( tra cui il
professor Guzzo ) i proprietari delle terme non dichiaravano esplicitamente l'attività di
prostituzione per non cadere nelle sanzioni e nei divieti previsti allora dalla legge, per
i quali sarebbero diventati infames, cittadini 'di serie b' con il divieto di alcuni
diritti, quali il voto o la possibilità di presentarsi alle elezioni.
Per informazioni:
Ufficio stampa 0818575341 o pressoffice@pompeiisites.org
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