Scavi di Pompei, chiude la Casa
dei Vettii Fonte: Il Mattino 23 ottobre 2001
CARLO AVVISATI
Chiuderà la Casa di Vettii e aprirà quella del Menandro negli scavi di Pompei. Bella e
cadente, la prima, di proprietà dei fratelli Conviva e Restituto, due tra i più
importanti produttori e commercianti di vini nella Pompei imperiale, sarà vietata per
almeno un paio di anni alle migliaia di turisti che ogni giorno l'assediano per ammirarne
i cicli pittorici e le belle intuizioni architettoniche.
La data esatta dello stop alle visite (qualcuno azzarda un periodo compreso tra la fine di
quest'anno e l'inizio del 2002) è ancora ignota perché la disposizione che doveva essere
emanata già prima dell'estate è stata ancora rinviata. Così come è possibile che la
chiusura sia solo parziale in maniera da intervenire a rotazione sui locali lasciando
visitabili quelli non interessati ai restauri. Comunque, la stupenda dimora, dovrà
obbligatoriamente essere limitata alle visite perché il tetto ha grossi problemi di
staticità e ogni giorno dall'alto della copertura si staccano pezzi d'intonaco. E, se non
fosse per la rete stesa in prossimità della volta a protezione di turisti e operatori, le
pietre rischierebbero di ferire gli ignari visitatori. Accanto, si aggiunge l'aggravamento
dei mali che da anni aggrediscono pitture e stucchi.
In maggioranza, questi disastri sono causati dall'umidità e da una patina di smog che
oltre ad "avvelenare" i colori, li rende praticamente "matti"
riducendo la brillantezza originaria. Sulla casa, che assieme al Lupanare e a pochi altri
edifici risulta tra le strutture più visitatei, hanno lavorato per diverso tempo i
tecnici dell'Istituto Centrale per il Restauro di Roma. Innanzitutto per analizzare i
fenomeni che hanno prodotto le situazioni di cedimento strutturale delle coperture.
Rivolgendo poi l'interesse sullo stato delle pitture e sul bisogno di azioni volte alla
loro salvaguardia. L'intervento dei restauratori romani, quasi certamente sarà sviluppato
in parallelo con indagini il cui obiettivo sarà quello di comprendere lo stato dell'area
su cui poggia la costruzione, visto che lo sprofondamento del pavimento di una latrina,
qualche anno fa, fece emergere strutture di cui non si conosceva l'esistenza.
Per contro, quasi a controbilanciare l'enorme perdita nell'economia turistica del percorso
pompeiano classico, dovrebbe, appunto, aprire, la Casa del Menandro, scavata da Amedeo
Maiuri nel 1930-31, una tra le più belle di Pompei. Oltretutto, è ancora più
interessante perché dovrebbe essere appartenuta a Quinto Poppeo, un elegantone conosciuto
in città come il «signore dalle unghie fulve», perché le laccava con colori giallo
oro. Tra l'altro, Quinto, era parente della seconda moglie di Nerone, la bellissima
Poppea, e non si può escludere che la coppia imperiale si sia fermata proprio in quella
casa. Nella dimora fu ritrovato uno stupendo tesoro di argenterie finemente cesellate oggi
conservato, e visibile, al Museo Nazionale di Napoli. In occasione dell'apertura della
casa del Menandro, è prevista una esposizione di tutte le suppellettili ritrovate
nell'edificio durante lo scavo in una mostra da tenersi, in data da stabilire,
nell'Antiquarium di Boscoreale.
Scavi, due anni senza scioperi
Fonte: Il Mattino 28 settembre 2001 SUSY MALAFRONTE Vertenza Pompei: l'ipotesi di
accordo, siglato dai sindacati e dal city-manager Gherpelli, ha superato l'esame
dellassemblea dei lavoratori. Ora non resta che sottoscrivere la pax definitiva che,
per due anni, allontanerà dai cieli degli Scavi il fantasma degli scioperi. Si conclude,
così, un braccio di ferro cominciato nellestate 97 e che si è inasprito nel
luglio scorso con gravissimi disagi per i turisti. Il sindacato autonomo dell'Unsa è
stato lunico ad opporsi allaccordo. «Non abbiamo ritenuto logico nè giusto -
spiega Salvatore De Cristofaro dellUnsa - che lo straordinaro dal 20 aprile 2000 ad
oggi, fosse liquidato in modo forfettario ed in percentuali che non gratificano i
lavoratori».
A garanzia che i 32 punti dell'intesa vengano rispettati, scende in campo il senatore
Luigi Bobbio: «Come parlamentare di zona - dice - verificherò che l'accordo si realizzi
punto per punto, in modo da incentivare il lavoro del personale, ed evitare ulteriori
disagi futuri ai turisti».
«Firmato l'accordo - evidenzia il segreatrio nazionale della Faldbac, Vincenzo Monfrecola
- ora bisogna lavorare per renderlo operativo». La Uil, invece, chiuso il capitolo
pompeiano, attende risposte dal governo sulle problematiche nazionali: «A Pompei - spiega
Gianfranco Cerasoli - abbiamo risolto un problema importante, ora al ministro chiediamo
risorse e assunzioni di responsabilità per le soluzioni nazionali, così come concordato
nell'incontro del 12 agosto a Roma». Per Libero Rossi della Cgil la sottoscrizione del
documento sancisce l'apertura di una nuova epoca sindacale: «Da oggi - dice -
ricominciamo a lavorare con le altre sigle». Secondo la Cisl «l'ok dei lavoratori -
afferma Claudio Calcara - ci fa capire che abbiamo imboccato la strada giusta
conquistando, sia ben chiaro, una tappa importante, ma non il traguardo».
Sindacati e dirigenza hanno definito problematiche relative all'equipaggiamento e al
vestiario di tutto il personale; a favore dei lavoratori, saranno stanziati circa
quattrocento milioni per lo straordinario. Altro nodo dolente sciolto è la formazione e
la riqualificazione di tutto il personale. Il city-manager Gherpelli si è impegnato,
infatti, a presentare entro il 30 ottobre prossimo il piano operativo e finanziario della
soprintendenza con regole chiare e precise. Sono state stabilite le regole, definendo il
compenso, anche per il servizio di archeo-ambulanza, regolamentandone la scelta del
personale da qualificare e da adibire a tale servizio.
Entro la fine del prossimo mese, al via i lavori di ristrutturazione e di rinnovo
integrale degli arredi e suppellettili, igienizzazione e tinteggiatura dei posti di
guardia di Villa dei Misteri, Porta Vesuvio, Casa Bacco e Casa Casca Longus. Per quella
data la soprintendenza presenterà all'attenzione dei lavoratori un progetto con soluzioni
concernenti tutti gli ambienti di lavoro e i relativi piani di sicurezza. Previsto anche
un'apposito incontro con uno staff di tecnici e medici per l'allarme amianto.
All'assemblea hanno partecipato circa 250 lavoratori dei siti di Pompei, Ercolano, Oplonti
e Stabia,.
Esercito contro il rischio attentati
protetti anche Orientale e Pompei Spostato il Vertice, scatta un nuovo piano sicurezza: militari per presidiare
"obiettivi sensibili" Fonte: La Repubblica 25 settembre 2001
GIOVANNI MARINO
L'ESERCITO a Napoli. Per l'allarme attentati. Per il controllo degli obiettivi sensibili.
Come dice la nota riservata giunta da Roma. Arriveranno i soldati in città. Gradualmente.
Per un inedito Piano Sicurezza che manda in archivio quello preparato per il vertice Nato.
Cambia anche la mappa degli obiettivi sensibili: fra i 100 ed i 130, con blindatura delle
Basi Nato ed Usa, priorità. Ma sotto controllo finirà anche l'Università Orientale, con
il suo alto numero di studenti stranieri, mentre si sta valutando se sorvegliare anche i
luoghi di culto visitati da un forte flusso di turisti, come il Santuario di Pompei.
Soldati, procedura straordinaria I ministri della Difesa (Martino) e degli Interni
(Scajola) hanno approvato una procedura straordinaria: prevede che questori e prefetti
delle maggiori città italiane possano far ricorso ai militari per sorvegliare obiettivi
ritenuti a rischio attentati. Napoli fanno sapere gli addetti alla sicurezza applicherà
la direttiva ministeriale. Resta da stabilire quando arriveranno i soldati e quanti
saranno. Dopo le operazioni Partenope Uno ('94) e Partenope Due ('98), dunque, presto i
soldati ancora a Napoli.
L'Orientale, gli studenti In Italia sono due le università che, secondo gli specialisti
della sicurezza, devono essere in qualche modo vigilate. Quella di Perugia e l'Orientale
di Napoli. Per l'alto numero di studenti stranieri. L'Orientale, sia chiaro, non verrà
minimamente blindata e non si coglieranno evidenti segni esterni di questo controllo. Che
pure ci sarà. Discreto ma continuo.
I tre livelli I tecnici del settore la chiamano ripianificazione strategica. In realtà il
nuovo piano sicurezza è stato rimodellato su tre livelli di allerta. Il primo, il più
elevato, prevede un controllo ferreo delle strutture militari americane e di quelle
dell'Alleanza Atlantica. Sempre al primo livello si trovano il Consolato Usa ed altri sedi
diplomatiche. I palazzi di Comune, Regione, Provincia. Gli uffici giudiziari.
I luoghi simbolo Forme di tutela e vigilanza sono allo studio per quanto riguarda quegli
obiettivi sensibili che i terroristi potrebbero voler colpire come simbolo dell'Occidente.
Si tratta di un allarme che riguarda soprattutto le città d'arte come Napoli. Potrebbe
scattare il controllo di alcune chiese e monumenti. Si pensa pure al Santuario di Pompei.
Ma questa parte del piano, in realtà, è ancora da disegnare nei suoi dettagli.
Capodichino Controlli raddoppiati in aeroporto. Dove vengono aperti e ispezionati pure
gran parte dei bagagli a mano. E dove, su richiesta delle compagnie, pure le valigie che
vengono imbarcate sono ora sottoposte al vaglio degli apparecchi a raggi X.
Il ministro e Pozzuoli Il ministro Martino torna sull'argomento vertice e dice che
all'Accademia di Pozzuoli era tutto pronto per la Nato. Martino dice di non condividere,
per questo, le polemiche degli amministratori napoletani sullo svolgimento
dell'appuntamento.
È una camera funeraria
Rinvenute delle urne in vetro. Gli
archeologi: «Una traccia verso altre scoperte» Fonte: Il Mattino 15 settembre 2001
CARLO AVVISATI
Un edificio funerario di epoca romana è stato intercettato dagli archeologi pompeiani
durante i lavori di sistemazione dell'area a sud di Porta Stabia, negli scavi di Pompei.
La camera sepolcrale si trova a poche decine di metri dall'importante varco cittadino ed
è stata scoperta in seguito a un cedimento del terreno.
Si tratterebbe, secondo la lettura dei primi dati, di una tomba a podio, forse con
coronamento ad altare o con edicola superiore. Ovvero, sulla sommità del monumento, quasi
certamente doveva trovarsi una nicchia in cui solitamente venivano sistemate statue
rappresentanti i parenti defunti.
Ovviamente, sulla presenza di elementi architettonici realizzati sul vertice della tomba,
per adesso si fanno solo delle ipotesi, visto che non è stato rinvenuto materiale che
testimonierebbe un simile sviluppo dell'edificio funerario. La sepoltura, ritrovata sul
livello del lapillo espulso durante l'eruzione del 79 d.C., fu realizzata usando pietre di
tufo, mattoni cotti (specialmente per la costruzione della volta) e blocchi di pietra
lavica ottimamente lavorati.
Nella parte Sud-Est della costruzione, si notano alcuni gradini che dovevano permettere
l'accesso alla sommità della tomba.
Non sono ancora stati rinvenuti i caratteristici elementi di marmo che di solito
arricchiscono questi tipi di sepolture. Forse, considerato che l'edificio in questione non
risulta violato in antico, i marmi saranno rintracciati nel corso degli scavi interni al
monumento. Oppure, a diversi metri di distanza dal luogo del rinvenimento della struttura,
se si tiene conto della violenza dell'eruzione e degli spostamenti subiti nell'impatto con
i materiali che scesero lungo i fianchi del Vesuvio con altissima velocità.
Le indagini, difatti, proseguiranno per riportare alla luce tutto l'edificio, che aveva
una volta a botte, muratura coperta da buon intonaco, e nella sua parte superiore presenta
alcune nicchie. All'interno di una di esse, sono state ritrovate due urne funerarie di
vetro contenenti resti incineriti di defunti.
L'uso del fuoco per ridurre i resti mortali e successivamente conservarli in urne di
vetro, a volte protette da vasi di piombo (quando si trattava di personaggi di rango) era
caratteristico dell'epoca in questione. E, è stato proprio quest'ultimo ritrovamento a
far datare alla I metà (o al periodo immediatamente precedente il 79 d.C.) del I secolo
d.C. sia il materiale archeologico che, probabilmente, la stessa tomba. La sepoltura, che
misura circa nove metri quadrati di superficie, si trova distante pochi metri da un'altra
tomba. Quest'ultima, di cui è stata messa in luce solo la parte superiore molto
danneggiata, secondo gli archeologi, risalirebbe allo stesso periodo di quella che si sta
indagando, e fu rinvenuta nel maggio scorso.
I due edifici funerari risultano allineati e quasi certamente (le indagini non hanno
ancora raggiunto il livello di calpestio) si trovano ai lati della Via Stabiana. Uno degli
obiettivi dei lavori - oltre a quello della realizzazione di un nuovo ingresso agli scavi
dal lato sud della città - è appunto quello di fare luce sulla direzione dell'importante
asse stradale, una volta che proseguiva esternamente alla città. Gli archeologi ritengono
che gli scavi in corso permetteranno anche di intercettare un incrocio con una via
pomeriale, una strada questa, che di solito conduceva a un luogo sacro, ma che poteva
anche svilupparsi lungo la cinta delle mura cittadine.
Sting annulla lo show a Pompei Il mondo dello spettacolo in lutto, chiusi gli studios di Hollywood Fonte: Il Mattino 13 settembre 2001
ANDREA SANTINI
Roma. Chiusi gli studios di Hollywood, sbarrati i teatri di Broadway, annullati show e
recital. Lo spettacolo è in lutto, in America e nel mondo, annichilito da una tragedia
mai prefigurata, nemmeno nei film più catastrofici. Dopo aver cancellato il concerto che
avrebbe dovuto tenere a Reggio Emilia con Blondie, domenica, ieri Sting ha dato forfait
anche per lattesissimo spettacolo a Pompei, in calendario il 24 settembre. Lex
leader dei Police starebbe cercando di ripartire per gli Stati Uniti: pare infatti che una
persona a lui vicina sarebbe stata in qualche modo coinvolta negli attentati. Da qui la
sua comprensibile angoscia.
L'attacco alle torri gemelle di New York ha indotto anche Madonna, Janet Jackson e gli
Aerosmith a rivedere i calendari. La «Material girl» ha annullato il concerto previsto
allo Staples Center di Los Angeles, mentre nell'area di New York sono stati cancellati i
concerti di Janet Jackson, Aerosmith, Matchbox 20, O-Town e Lil'Romeo, per non parlare
degli show di Alanis Morissette, Bel Folds e Maxwell a Washington. Gli U2 hanno invece
confermato i dettagli del loro secondo tour in Nord America per questo autunno, mentre
Britney Spears ha deciso di dedicare il tour australiano alle vittime degli attentati. E i
Berliner Philarmoniker hanno rinviato la firma del contratto con il nuovo direttore, Simon
Rattle, in segno di lutto.
Quanto all'Italia, Francesco Guccini ha deciso di non tenere il concerto programmato per
laltra sera a Prato. E Fiorello ha rinviato le due date dello spettacolo «Stasera
paghi te», in calendario al Teatro Smeraldo di Milano, al 29 e 30 ottobre. Il New York
City Ballet, infine, ha annullato lo spettacolo per le celebrazioni verdiane, a Parma.
The show must go on, ma fino a un certo punto. Chiusi molti cinema e multiplex in tutti
gli Usa, rinviata la cerimonia degli Emmy, gli Oscar della tv, annullati i Grammy Latini
con Santana e Schwarzenegger tra gli ospiti. La Disney ha chiuso i parchi giochi in tutto
il paese, per prevedibili misure di sicurezza, e la major di Topolino ha spostato a data
da destinarsi l'uscita del film «Big trouble», per una sequenza in cui i protagonisti
sono alle prese con una bomba trovata a bordo di un aereo. «I nostri pensieri e le nostre
preghiere sono con chi è rimasto vittima di questa terribile tragedia», ha spiegato un
portavoce della Touchstone, la casa di distribuzione della Disney.
Anche la Sony ha deciso di interrompere la programmazione del trailer dell'«Uomo ragno»,
perché ambientato sulle torri gemelle appena crollate. Ripensamenti in casa Warner per
«Collateral damage», in uscita il 5 ottobre: interpretato da Schwarzenegger, il film
racconta di un uomo che perde la famiglia quando questa rimane uccisa nell'esplosione di
una bomba in un grattacielo.
L'attacco a New York e Washington ha avuto conseguenze pratiche sulla lavorazione dei
film. Il set di «Men in black 2», ad esempio, è stato trasferito da New York alla più
tranquilla Culver City. Perfino Las Vegas ha risentito della tragedia: chiuse le torri sul
Las Vegas Strip, soltanto i casinò hanno continuato nel loro lavoro. Ma, al posto degli
usuali spot pubblicitari, è comparsa la scritta «God Bless America».
Sting canterà a Pompei per la Casa dei Pittori
Fonte: La Repubblica 6 settembre 2001 Già in vendita i biglietti per l'evento di cui sarà protagonista Sting
all'Anfiteatro di Pompei il 24 settembre. In scena anche il duo pianistico Katia e
Marielle Labèque, il flautista Giovanni Antonini e il liutista Luca Pianca. Il progetto
«From Dowland to Sting» verrà presentato in prima mondiale: non un concerto rock, ma un
evento speciale che vedrà il musicista britannico in chiave «classica». La serata si
inserisce nell'ambito dell'iniziativa «Luce per Pompei», promossa dall'Enel con il
patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e la collaborazione della
Soprintendenza archeologica di Pompei. L'incasso sarà utilizzato per il restauro delle
pitture parietali della Casa dei Pittori: i lavori erano in corso proprio al momento
dell'eruzione del 79 d.C. Il biglietto costa 150mila lire. Informazioni allo 02392261
oppure al callcenter Pagine Gialle: 892424. Vendita on line sul sito www.ticketone.itIntanto anche Francesco De
Gregori sceglie i siti archelogici della Campania: appuntamento l'11 settembre al Teatro
Romano di Benevento.
(a.t.)
POMPEI l'inferno di lapilli
Una mostra. E un video. Che racconta una casa di allora. I suoi abitanti. Il fuoco
che li uccide. Come un vero film Fonte: L' Espresso 30 agosto 2001
di Marisa Ranieri Panetta
Pompei, via dell'Abbondanza. È il 24 agosto del 79 d.C. La casa a due piani conserva la
propaganda elettorale di Iulius Polybius, il probabile proprietario. È uno dei tanti
"nouveaux riches" di origine servile che esibisce in città un'abitazione di
prestigio. Al mattino, Giulio e altre 12 persone si trovano al suo interno; ma non è un
giorno qualsiasi: sta per verificarsi la catastrofe naturale più famosa della nostra
storia, che seppellirà migliaia di persone sotto ceneri e lapilli.
Gli ambienti con le pitture originarie, gli effetti dell'eruzione, oggi sono anche un
prodotto multimediale realizzato dalla Altair 4 Multimedia di Roma, che si è basato sui
risultati del Laboratorio di ricerche applicate della soprintendenza di Pompei (coordinato
da Annamaria Ciarallo). A commissionarlo è stato Masanori Aoyagi, docente
nell'Università di Tokyo, per accompagnare la mostra "Pompei e i suoi
abitanti", che dal 7 agosto tocca diverse città del Sol Levante, partendo dalla
capitale: uno degli appuntamenti più attesi, fra le tante rassegne organizzate per il
mega-evento "Italia in Giappone".
Il video è di grande suggestione. Si entra in un luogo privato sapendo che di lì a poco
si consumerà un dramma. Ecco il vano d'ingresso, con tegole e anfore appoggiate a un
cumulo di pozzolana, poi l'atrio a "impluvium", dove si raccoglie in una vasca
l'acqua piovana attraverso un'apertura del tetto. Una tenda mossa dal vento introduce alla
zona di rappresentanza: le stanze aperte sul peristilio che segue per tre lati un giardino
di alberi da frutto. Dal piano superiore scendono lenzuola stese al sole; negli armadi,
sono conservate stoviglie di pregio.
Si aprono i locali destinati ai banchetti e al riposo: la stanza dai disegni sgargianti su
fondo nero; quella centrale, dalle pareti bianche ripartite in tanti pannelli; l'alcova
con anticamera, che presenta la raffigurazione di un giardino. La sala più grande, il
triclinio invernale, al momento è in restauro e sul pavimento sono stati riuniti i beni
di famiglia. Un piccolo tesoro in bronzo: vasi lavorati a sbalzo e una statua di Apollo
adattata a "portalampade". Nella piccola cucina, accanto all'edicola dei Lari
domestici, si trovano zucche, uova conservate nell'argilla, gallinacei, fichi e un pane
intero.
A un tratto, un boato. Pareti e alberi vengono scossi con violenza: l'eruzione è
cominciata. Sono circa le 13. Il cielo di Pompei diventa scuro, come a notte fonda, e nel
primo pomeriggio iniziano a cadere pomici e lapilli. Nel giardino di via dell'Abbondanza
si accumulano materiali lavici per due, tre metri. Dopo sei ore, il peso dei lapilli fa
crollare in parte la muratura anteriore e gli abitanti, in preda al panico, si rifugiano
nelle stanze più interne. Le due persone più anziane, forse Giulio e la moglie, e una
giovane donna incinta si stendono sui tre lettini della camera centrale; gli altri si
addossano alle pareti delle stanze attigue.
La calma che segue questa prima fase è solo apparente: il 25 agosto, dal Vesuvio si
sprigionano una serie di flussi bollenti fatti di ceneri e gas tossici che arrivano su
Pompei a grande velocità. Nel video, la nube della morte è seguita nella sua furia man
mano che si propaga sull'intero abitato: non c'è più scampo per i sopravvissuti. I muri
pericolanti sono spazzati via, i vapori bollenti penetrano da ogni apertura, accartocciano
vetri, prendono alla gola. In poco tempo, nella casa di Giulio Polibio non resta traccia
di vita.