Orario di apertura del Museo.
9.00-20.00; martedì, chiusura settimanale; Chiusura giorni festivi:
1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.
Telefono: 00390815441494
Fax: 0039081440013
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| Mostre al Museo |
Fonte: MiBAC |
La pittura
pompeiana
Riapertura della Collezione Affreschi
Dal 29 aprile al 31 dicembre 2009
Tra le attività messe in campo dalla Soprintendenza Speciale per
i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, finalizzate alla
valorizzazione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed
alla affermazione della sua storia e della sua identità
culturale, e' la riapertura al pubblico - dopo alcuni anni di
chiusura - di due delle sue grandi collezioni: la Collezione
Affreschi, che raccoglie piu' di 400 affreschi restituiti dalle
città vesuviane distrutte dall'Eruzione del 79 d.C., e la
Collezione Farnese (da settembre 2009), che nasce nel 1500 ad
opera di Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III e che
costituisce la piu' grande raccolta storica di statue antiche al
mondo.
La Storia e i contenuti della collezione
Dopo alcuni anni di chiusura e al termine di lavori di restauro
e riallestimento delle sale, riapre una delle collezioni più
celebri del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per la
ricchezza delle testimonianze e per la fama che seguì al
disseppellimento delle città vesuviane: la collezione degli
affreschi da Pompei, staccati dal sito dalla metà del XVIII fino
a tutto il XIX secolo ed, in casi eccezionali, anche nel corso
del Novecento, sacrificando l’unitarietà delle pareti
originarie.
Il nuovo allestimento è da un lato cronologico e dall’altro
tematico, mentre sono stati contestualizzati alcuni complessi
significativi, quali ad esempio la Casa di Meleagro e la Casa
dei Dioscuri.
La collezione delle pitture del Museo costituisce un eccezionale
documento della pittura di età romana, nella sua evoluzione e
varietà, a partire dal II stile, poiché le pitture di I stile,
non essendo figurate, non vennero mai staccate per le raccolte
museali. Il II stile, pur presente nelle abitazioni urbane,
trova la sua migliore manifestazione nelle ville dell’ager
Pompeianus, come nella Megalografia con principe macedone e
filosofo dalla villa di P. Fannius Synistor a Boscoreale.
Il III stile, che si colloca tra l’età augustea e la prima età
giulio - claudia, vanta esempi di grande qualità, sia nelle
ville extraurbane, sia nelle case cittadine. Tra i primi si
inserisce la villa di Boscotrecase, appartenuta ad Agrippa
Postumo, nota per la raffinata esecuzione dei quadretti idillico
- sacrali, ornati policromi elaborati con gusto miniaturistico.
Sono soprattutto i quadri di soggetto narrativo - mitologico,
copie o rielaborazioni di celebri originali della pittura greca
classica ed ellenistica, che connotano questa fase, dando
l’occasione di realizzare una vera e propria pinacoteca di
quadri di “arte greca”. La decorazione di uno dei cubicoli della
Casa dell’Amore fatale o di Giasone che manifesta, nei quadri
raffiguranti Medea che medita di uccidere i figli, Fedra con la
nutrice, Paride ed Elena, una scelta iconografica ispirata al
tema della fatalità dell’amore delle eroine antiche.
Il passaggio tra il III ed il IV stile avvenne nel periodo tra
Claudio e Nerone: in questa fase si ritrova il gusto per le
architetture scenografiche, prive però della profondità
illusionistica del II stile. Tuttavia, si impongono ancora i
quadri mitologici, con temi ripetuti più volte, come quello di
Perseo ed Andromeda, dal quale però si distingue l’esemplare
proveniente dalla Casa dei Dioscuri che, nella composizione e
nella concezione delle figure, risale all’originale greco, forse
opera di Nicia. Tra i temi preferiti erano anche gli amori di
Marte e Venere, conosciuti in oltre trenta copie, o le imprese
di Ercole, o ancora la storia di Didone abbandonata, che ricorre
in cinque quadri pompeiani ispirati ad uno dei più noti soggetti
iconografici desunti dal mito delle origini di Roma celebrato
nell’Eneide.
Un gruppo di pitture, di notevole bellezza, proviene dalla Casa
del Poeta Tragico; esse rappresentano la Ierogamia di Zeus e
Hera, Achille e Breseide, ed il Sacrificio di Ifigenia. Tuttavia
la parete di IV stile non esauriva il tema figurativo solo nel
quadro mitologico centrale, ma presentava inoltre quadretti
minori, vignette, fregi, molto spesso con Eroti, soggetti di
origine ellenistica che vengono raffigurati, insieme alle loro
compagne, le Psychai, come bambini occupati nelle più svariate
attività umane degli adulti. Un tema a parte, nelle pitture, è
costituito dal paesaggio, in origine rappresentato sullo sfondo
delle scene mitologiche di gusto idillico, poi come paesaggio
nilotico, popolato da pigmei, coccodrilli ed altri animali, più
noti dopo la conquista romana dell’Egitto.
A volte compare, specie nella pittura di III e IV stile, il
paesaggio architettonico, rappresentato, in particolare, dalla
villa d’otium, con i suoi giardini ed i suoi porticati.
In età romana il ritratto dipinto assunse un singolare rilievo,
sebbene siano assai pochi gli esemplari conservati; tra questi
particolarmente celebri sono Saffo e la coppia di Paquio Procolo
e sua moglie. Di notevole interesse sono inoltre le pitture con
nature morte, che gli antichi chiamavano xénia (parola greca che
significa “doni ospitali”). Tale termine indicava in origine la
frutta, la verdura, le uova che il padrone di casa soleva fare
pervenire crude ai suoi ospiti nelle stanze, perché potessero
prepararle come desideravano. Successivamente, come segnalato da
Vitruvio, il nome passò ad indicare i quadretti dipinti con
quegli stessi soggetti. Tra i più raffinati e belli sono quelli
provenienti, dai Praedia di Julia Felix a Pompei.
Oltre alla pittura degli stili pompeiani, è presente un altro
filone più popolare, realizzato per fini pratici come le insegne
di bottega, la decorazione delle taverne o di altri simili
esercizi commerciali. Dipinta con corsività e senza
ricercatezza, essa otteneva comunque l’obiettivo di cogliere
l’attenzione dell’ipotetico cliente o viandante con la sua
vivacità. Fanno parte di questo genere le pitture dei larari, le
scene di vendita, di lavoro, di taverna.
Nella pittura romana si diffuse, infine, un altro tema
iconografico di grande rilevanza: quello del giardino. Le
pitture con tale soggetto erano spesso utilizzate sulle pareti
degli stessi giardini, ma anche dei triclini e dei cubicoli, con
la funzione di ampliarne prospetticamente le dimensioni, o di
creare una vista fittizia su cespugli o boschetti. Spesso
allusivamente presenti in queste pitture sono i richiami al
mondo dionisiaco ed afrodisiaco, rifugi di felicità.
Durante il IV stile, dall’età claudio - neroniana in poi, la
pittura si arricchisce inoltre con paesaggi popolati da animali
selvatici, raffigurazioni di ambienti esotici e lontani dalla
quotidianità.
Il nuovo progetto di riallestimento si snoda seguendo sia a
criteri cronologici sia tematici, ed è così articolato:
Sala LXVI La tecnica
Sala LXVII La villa di Boscoreale
Sala LXVIII La scoperta delle pitture
Sala LXIX La pittura nel I secolo a.C.
Sala LXX La pittura in età augustea: La villa di Agrippa Postumo
La pittura nella prima età imperiale: La Casa di Giasone
Sala LXXI La pittura nella prima età imperiale. I temi dei
quadri e gli elementi decorativi
Sala LXXII La pittura in età imperiale: due case di prestigio.
La Casa di Meleagro
La Casa dei Dioscuri
Sala LXXIII La pittura in età imperiale: i temi mitologici
Sala LXXIV Nature morte e paesaggi
Sala LXXXV Pitture di larari
Sala LXXVII Stabile – La Villa di Campo Varano
Sala LXXVIII I ritratti – La pittura popolare.
INFORMAZIONI
Sede Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Periodo dal 29 aprile 2009
Orari
Dalle 9 alle 19.30. Chiuso martedì
Tariffe
10 euro intero
6,75 euro ridotto
la mostra è inserita nel circuito Campania Artecard
Prenotazione obbligatoria
per gruppi, scuole e visite didattiche tel. 848800288 - + 39 081
4422149
Catalogo Electa
Orario: Dalle 9 alle 19.30. Chiuso martedì
Telefono: 081 4422149
Museo Archeologico Nazionale di Napoli - Piazza Museo, 19
E-mail:
archeona@arti.beniculturali.it
Sito Web:
http://www.archeona.arti.beniculturali.it
Archivio mostre al MAN
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| Per l'ampiezza e l'importanza dei
reperti e l'organicità della loro collocazione, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli
costituisce uno dei massimi musei archeologici del mondo. |
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