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| I
luoghi dell'arte |
a cura di Plinio
Caio Gracco |
Il Museo Correale di Sorrento
Il museo prende il nome da un'antica famiglia
sorrentina risalente al XV secolo E.V., i cui ultimi discendenti,
Alfredo e Pompeo, nati rispettivamente nel 1827 e 1829, disposero
che alla loro morte le collezioni d'arte di famiglia costituissero
il Museo Correale di Terranova, aperto al pubblico dal 1924.
Tra gli oggetti esposti, tarsie sorrentine dell'800, mobili
antichi, reperti archeologici romani, opere di pittori del '700 e
'800, pitture fiamminghe, paesaggi di artisti stranieri e della
"Scuola di Posillipo", maioliche italiane e straniere,
porcellane orientali, orologi italiani e stranieri, e macchine
fotografiche d'epoca.
Ma la cosa forse più sorprendente di questo museo è che
visitandolo ci si può calare nella ricca atmosfera culturale da
cui è nato. Nel 1535 Onofrio Correale sposa Ippolita de Rossi,
sorella di Porzia, madre del celebre Torquato Tasso, i cui scritti
originali sono conservati nella biblioteca del museo. In seguito,
nell'800, i Correale si presentano come una famiglia nobile che
vive fra Napoli e Sorrento, dedita ad interessi culturali e
mondani.
Particolare attenzione fu dedicata all'educazione dei fratelli
Correale, che, tra l'altro, presero lezioni di disegno da maestri
internazionali dell'epoca, come Teodoro Duclère e Giacinto
Gigante, degnamente rappresentati nella collezione museale. Né si
può escludere che Alfredo e Pompeo, che erano ben inseriti
nell'alta società aristocratica partenopea, avessero conosciuto
Gaetano Filangieri. Si sa per certo che Salvatore Di Giacomo
intrattenne un intenso rapporto con la famiglia Correale, di cui
conosceva approfonditamente la collezione dei pittori della
"Scuola di Posillipo", oggetto di un suo illuminante
saggio critico. Lo stesso Pompeo Correale era, oltre che
collezionista e mecenate, pittore, anche se definito
"dilettante", comunque appartenente a un clima culturale
altamente suggestivo e importante.
Tuttavia, il merito più grande di Alfredo e Pompeo fu quello di
pensare alla collettività e a quelli che sarebbero venuti dopo di
loro. Nella contoversia tra i sostenitori dell'arte aulica e
accademica e quelli che vedevano nell'arte "minore" i
presupposti di uno sviluppo economico, Pompeo si schierò con gli
ultimi, nella speranza che la produzione artigianale potesse
risultare di beneficio per le comunità. Soprattutto, i due
fratelli desideravano rendere partecipe il pubblico della
straordinaria ricchezza, proprio in virtù della varietà e unicità
di oggetti, della collezione di famiglia, che fu perciò donata
insieme alla propria casa alla città di Sorrento.
E considerato il suo stato di conservazione e il suo impatto sul
territorio, si può affermare che il Museo Correale è valorizzato
e ampiamente pubblicizzato, e lo sarà ancora di più in futuro
grazie al suo nuovo direttore, insediato nel marzo di quest'anno,
il napoletano Filippo
Merola.
Al dott. Merola abbiamo chiesto di illustrarci i programmi che la
direzione sta realizzando o intende
realizzare in futuro.
"Stiamo
cercando di evidenziare una nuova posizione del bene museale, come
centro di attenzione del territorio, non esplicitato solo come
punto di arrivo del turista o dello studioso d'arte, ma come
elemento propositore di un nuovo modo di gestire il bene
culturale: fare in modo che il museo in genere non sia considerato
un bene statico, ma un bene dinamico, in grado di coinvolgere
l'opinione pubblica e creare un'osmosi costante tra arte, museo,
cultura e altri beni sociali".
Il museo
è stato ed è tuttora meta di illustri studiosi e personalità
(politiche, militari, religiose, culturali) di fama nazionale e
internazionale, come l'ex-ministro Giovanni Gentile, che nel 1924
lo inaugurò, o l'archeologo Amedeo Maiuri, il quale lo definì
"il più bel Museo di provincia italiano".
Ma il
museo è pubblicizzato anche mediante le reti telematiche?
"E'
necessario che il museo abbia un proprio sito web ufficiale, anche
se al momento è proponibile attraverso siti di varie agenzie. Da
quando mi sono insediato sto portando avanti la creazione di
questo sito, che mi auguro possa essere completato per il mese di
giugno del 2003, in modo da inserirsi in un discorso di propaganda
culturale e quindi fungere da stimolo per i visitatori, in
particolare per i giovani, nei quali si può inculcare il rispetto
e la salvaguardia del bene culturale e sociale".
Ai giovani, infatti, sono rivolti i corsi IFTS
della Regione Campania finalizzati alla formazione di operatori
turistici che si stanno svolgendo presso il Museo Correale, e che
termineranno nel mese di aprile 2003.
I musei rischiano a
volte di essere frequentati solo da turisti di passaggio, che si
limitano a una sola visita, non riuscendo in tal modo a instaurare
un rapporto di continuità col pubblico. E' così anche per il
Museo Correale?
"Chi
visita il nostro museo ha la possibilità di apprezzare la varietà
dei manufatti esposti. Ma di solito la prima visita è così
frettolosa, che il visitatore riesce ad avere solo una visione
d'insieme della collezione, e non rifiuterà, pertanto, di
ritornarci quanto prima per meglio analizzare ciò che gli sarà
sembrato meritevole di maggiore attenzione".
Come ultima domanda, chiediamo al direttore come si
colloca il suo museo rispetto a collezioni nazionali ed
internazionali più grandi e famose.
"Chi
si accinge a visitare quei musei sa già cosa vi potrà trovare,
essendo nota la loro storia e importanza. Il Museo Correale,
invece, va considerato come una bomboniera, come contenitore di
cose estremamente preziose e varie, di modo che il visitatore
rimane impressionato dalla loro bellezza. Visitarlo sarà per lui
una continua scoperta, sala per sala, oggetto per oggetto".
Questo articolo, reso possibile
grazie alla fattiva collaborazione del dott. Merola
e della sua equipe di lavoro, mi ha permesso di rivedere il
museo sotto una luce inedita.
Quando mi sono trovato, in una delle sale del museo, praticamente
circondato da orologi antichi italiani e stranieri, un aspetto
della collezione che avevo sottovalutato, vedendoli ancora
funzionanti ormai da secoli, per un attimo ho avuto l'impressione
di essere andato indietro nel tempo, e di trovarmi nelle sale
reali delle principali corti europee donde quegli oggetti
provengono. Ho così scoperto un’altra gemma del Museo Correale.
MUSEO CORREALE DI TERRANOVA, Via Correale, 50, Sorrento - tel. 0818781846 - Orario: 9-14,
martedì chiuso.
Plinio
Caio Gracco
E-mail: museogracco@pompeionline.net
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