
Tiberio
Gracco
La Pittura, il Disegno, la Fotografia.

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Dall’ 1 agosto al 2 settembre, la città di Verona, vivrà un avvenimento culturale di importanza nazionale. Verrà inaugurata presso il prestigioso Palazzo della Gran Guardia, in Piazza Bra (pieno centro cittadino), una mostra dedicata al grande Emanuele Luzzati dal titolo
“Emanuele Luzzati, scenografo e illustratore. Il mondo delle
fiabe”.
La mostra ripercorrerà il mondo fantastico di Luzzati, attraverso l’esposizione di disegni e bozzetti originali del maestro, di momenti di lettura e narrazione, di laboratori e spettacoli teatrali e di pubblicazioni rivolte al mondo dei ragazzi e dei bambini; verranno esposti, inoltre, alcuni lavori fatti da Emanuele Luzzati per la Fondazione Arena di Verona. Una sezione verrà dedicata ai film animati realizzati da Emanuele Luzzati e Giulio Gianini: La Trilogia Rossiniana, Pulcinella, L’italiana in Algeri, La Gazzaladra e Il Flauto Magico ispirato all’opera di Mozart. Un’altra sezione sarà dedicata alla realizzazione dei parchi giochi, con foto, modelli, elementi costruttivi, in particolare: il Parco per bambini ispirato al Flauto Magico a Santa Margherita Ligure e quello ispirato al mondo delle Fiabe a Castelnuovo Rangone (MO).
In occasione dell’evento verrà realizzata un catalogo della mostra, e un saggio critico dedicato alla ricerca scenografica e pittorica di Emanuele Luzzati. Il saggio, a cura di Andrea Mancini e Sergio Noberini, sarà pubblicato da Titivillus Edizioni e conterrà – oltre a interventi inediti e a contributi di studiosi e collaboratori di Emanuele Luzzati – una lunga intervista con il Maestro che ricostruirà il suo percorso di uomo e di artista.
Il costo del biglietto di entrata alla mostra è di Euro 6. Sono previsti sconti di Euro 1,80 sul biglietto e riduzioni del 10% sul catalogo della mostra.
orario della mostra: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 22.00
Per informazioni:
Fondazione Aida
vicolo Satiro, 6
37121 Verona
tel. (+39)045 8001471
fax (+39)045 8009850
e-mail:
stampa@f-aida.it
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Fonte: MBAC |
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MICHELANGELO TRA FIRENZE E ROMA
Fonte: MBAC
Questa mostra, illuminata dalla qualità altissima di oltre venti capolavori grafici di Michelangelo – disegni di figura, architettonici e di fortificazioni - mai esposti prima a Roma, e tesa a rivelare alcuni momenti determinanti della carriera sovrumana del Maestro, ma anche a scoprire la sua vicenda personale ed umana, le caratteristiche della sua azione civile e politica, i profondi travagli spirituali di una lunga vita, offre un'immagine a tutto tondo di un protagonista che di sé ha segnato il suo tempo al punto da spazzare via, nella storia dell'arte non solo italiana, tanto passato.
L'incontro con Michelangelo avviene dapprima attraverso una serie di ritratti dell'artista, accompagnati da testimonianze autografe e a stampa relative alla sua attività di poeta: la rappresentazione fisica e l'intimo sentire vengono qui giustapposti a delineare un profilo non soltanto esteriore.
La seconda sezione della mostra tratteggia il rapporto di Michelangelo con la repubblica fiorentina del gonfaloniere Pier Soderini, che agli albori del secolo XVI commissionò al giovane Michelangelo il David e la Battaglia di Cascina; e la vicenda, effimera e gloriosa, di quella repubblica che tra il 1527 e il 1530 ebbe l'artista schierato in prima fila nel partito antimediceo.
La terza sezione esplora un momento drammatico dell'esperienza umana e artistica di questo grande genio: i tormentati rapporti con la committenza, le opere eseguite e i progetti non portati a termine per quanto riguarda la fabbrica di San Lorenzo a Firenze. E qui si potrà approfondire la vicenda della facciata della basilica di San Lorenzo, come si sa mai realizzata, e invano inseguita dall'artista attraverso tre fasi progettuali, rappresentate in mostra da tre disegni autografi; e insieme percorrere le fasi che portarono la Sagrestia Nuova al mirabile assetto che tuttora vediamo, e indagare infine la genesi lunga e complessa della Biblioteca Laurenziana.
Nella quarta sezione, soprattutto ricorrendo a disegni autografi di Michelangelo, si evoca l'esaltante, e in gran parte solitaria, avventura della Cappella Sistina. Della secolare fortuna di questa immane impresa danno testimonianza in mostra opere cinquecentesche di autori diversi, tra cui la preziosa miniatura che riproduce il Giudizio Finale prima dei noti interventi censori, e una serie di stampe settecentesche.
La mostra si conclude con una panoramica sulle architetture romane dell'artista ormai vecchio, dalla cupola di San Pietro alla sistemazione, già urbanistica, del Campidoglio. È l'occasione per esporre alcuni capolavori grafici di Michelangelo, come gli studi per la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini e per Porta Pia, ma anche per comprendere i motivi di una sempre più convinta conversione all'architettura, nell'attività di un artista che intanto si tormentava sulle dolorose prove scultoree delle Pietà, e ancora si qualificava grande pittore negli affreschi della Cappella Paolina.
Costituita soprattutto da opere provenienti dalle collezioni della Casa Buonarroti e curata dalla sua direttrice, questa mostra si avvale, anche per la presenza di alcuni interessanti pezzi, della collaborazione della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano.
Il rapporto della Casa Buonarroti con Michelangelo è profondo, e tanto prolungato nel tempo da potersi prevedere perenne: per tre secoli infatti, dopo la sua morte, mentre i suoi diretti discendenti abitavano il palazzo di Via Ghibellina, le alterne vicende della proprietà mai scalfirono la forte presenza e memoria dell'artista, e la proiezione continuata, sul mutare delle situazioni, della sua ombra più grande, che ancor oggi emoziona il visitatore e accompagna il lavoro quotidiano della Fondazione. Punto di partenza obbligato, questo, per comprendere come la mostra riesca a tracciare un ritratto d'artista facendo ricorso soprattutto ad opere di proprietà della Casa Buonarroti; ma anche per esprimere, a chi accetterà questo speciale "invito", l'augurio di riuscire a cogliere atmosfere e sensazioni in sintonia con quelle di chi varca, a Firenze, il portone di via Ghibellina.
Promosso da: Fondazione Casa Buonarroti e dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano
http://www.mostramichelangelo.com
Data Inizio: 11/07/2003
Data Fine: 12/10/2003
Costo del biglietto: € 8,00
Riduzioni: € 5,00
Prenotazione: Facoltativa
Città: Roma
Luogo: Palazzo Venezia
Indirizzo: Via del Plebiscito 118
Provincia: Roma
Regione: Lazio
Orario: da Martedì a Domenica 10.00-19.00, Lunedì chiuso
Telefono: 06 69994212
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AMEDEO MODIGLIANI. L‘ANGELO DAL VOLTO SEVERO

L'esposizione, dedicata alla figura leggendaria di Amedeo Modigliani, pittore livornese del Primo Novecento, intende presentare le opere dell'artista in modo scientifico, per restituirgli il ruolo di primo piano che gli spetta, accanto a Picasso, Matisse e Braque e per sfatare la leggenda che lo vuole artista “maledetto” dedito all'alcool e alla droga. Il curatore, Marc
Restellini, è stato coadiuvato nella scelta delle opere da un importante comitato scientifico di cui fanno parte studiosi sia di Modigliani sia dell'ambiente culturale parigino di inizio secolo. La mostra è divisa in quattro sezioni, che ripercorrono l'intero arco di attività di questo straordinario pittore, le cui vicende umane ed artistiche hanno da sempre appassionato il pubblico. A soli due giorni dalla sua morte, avvenuta a 35 anni per tubercolosi polmonare, la giovane compagna Jeanne Hébuterne, in attesa del secondo figlio dell'artista, volle seguirlo gettandosi disperata da una finestra della casa paterna. La prima sezione esamina gli anni dal 1906 al 1913. Dopo un'intensa formazione tra Livorno e Firenze, sotto la guida del grande maestro Giovanni Fattori, Modigliani arrivò a Parigi, dove conobbe il medico e mecenate Paul Alexandre, ispiratore del circolo artistico della rue du Delta, che indirizzava il suo sostegno ai giovani artisti indigenti, in parte emarginati dal mercato artistico parigino. In questo periodo, lavorando in un ambiente di grande vivacità culturale, incominciò a studiare la figura umana, idealizzandola e semplificandola, come risulta dalla famosa serie di olii e disegni delle Cariatidi, ispirate anche all'arte africana. Nella sua ricerca di uno stile personale fu particolarmente attratto da Toulouse Lautrec, Gauguin e Cézanne. A causa delle sue cagionevoli condizioni di salute fu costretto ad abbandonare la scultura, per dedicarsi interamente alla pittura, poiché le polveri di marmo avevano aggravato notevolmente i suoi disturbi polmonari. Con lo scoppio della prima guerra mondiale Alexandre fu chiamato al fronte; i due non si rividero più e anche la comunità artistica della rue du Delta si sciolse per sempre. La seconda sezione analizza il periodo compreso tra il 1914 e il 1917. Nel 1914 Modigliani conobbe Paul Guillaume, giovane mercante ben inserito nel commercio artistico parigino. In un vortice appassionante di dibattiti culturali, mostre, storie d'amore e notti insonni in cui sperimentò l'alcool e l'uso di droghe per aumentare la creatività artistica, Modigliani si dedicò anima e corpo alla pittura e al disegno, incominciando una ricerca di introspezione psicologica dei suoi modelli, che ritraeva in modo sempre più frenetico. Non si trattava di modelli professionisti, ma di gente comune, incontrata nella vita quotidiana, quali lattaie, mendicanti, amici, bambini e ragazzi. Le opere dell'artista furono sicuramente influenzate dai molteplici stimoli culturali ed artistici dell'epoca, anche se Modigliani non si legò ad alcun movimento e continuò per tutta la vita ad approfondire un percorso creativo autonomo e personale. La terza sezione è dedicata al sodalizio sentimentale ed artistico che legò Modigliani a Jeanne Hébuterne, sua ultima compagna, appena ventenne e bellissima, conosciuta nell'inverno del 1916. Le opere ritrovate, conservate dal fratello di Jeanne, Andrè, dopo la sua morte sventurata, hanno permesso di scoprire, oltre ad alcuni disegni straordinari dello stesso Modì, anche alcuni dipinti e disegni della donna, giovanissima e talentuosa pittrice. I suoi lavori dimostrano una notevole maturità artistica e una piena consapevolezza delle proprie potenzialità espressive. Oltre ai disegni e ai dipinti, esposti per la prima volta al mondo, saranno presentate alcune fotografie della Hébuterne e di Modigliani, a testimonianza del loro intenso legame affettivo e creativo e dell'ambiente culturale e sociale in cui vissero. Nella quarta sezione vengono presi in considerazione gli ultimi anni di vita dell'artista, dal 1917 al 1920, che lo videro legato ad un altro importante mercante d'arte: Leopold Zborowski. Grazie a lui, Modì incominciò a vendere le proprie opere, tenne diverse ed importanti esposizioni a Parigi e a Londra e divenne conosciuto a livello europeo. La maturità artistica del pittore è caratterizzata dall'utilizzo di un tratto lineare reso più elegante ed armonioso; i colli ed i volti allungati, con gli occhi spesso senza pupille, divennero una caratteristica saliente dei sui lavori. Sono di questo periodo i celebri “nudi”, produzione che gli ha procurato grande successo presso il pubblico.
Il consolidamento della fama di artista corrispose, per Modigliani, ad un peggioramento dello stato di salute. Morì a Parigi a soli 35 anni il 24 gennaio del 1920.
Data Inizio: 21/03/2003
Data Fine: 06/07/2003
Prenotazione: Nessuna prenotazione
Città: Milano
Luogo: Palazzo Reale
Indirizzo: Palazzo Reale
Provincia: Milano
Regione: Lombardia
Orario: tutti i giorni 10.00-20.00, giovedì 10.00-23.00; la biglietteria chiude un’ora prima
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Dario Treves: lo sguardo in viaggio

A venticinque anni dalla morte del pittore torinese Dario Treves sono in programma a Torino e Biella due mostre sulla sua opera. L'esposizione antologica, realizzata presso l'Archivio di Stato di Torino, costituita da sessanta quadri (1933-1976), spazia sui vari temi dell'opera di Treves e mira a sottolineare il percorso evolutivo dell'artista, libero da ogni influenza e aperto agli sguardi sul mondo.
La mostra è organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Archivio di Stato di Torino, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comune di Torino con il sostegno di Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Torino. Nato a Torino nel 1907 da una famiglia della borghesia intellettuale e imprenditoriale, Dario Treves inizia la sua carriera artistica nella città d'origine. A partire dalla fine degli anni '20, espone alla Promotrice e alla Società degli Amici dell'Arte e inizia a farsi apprezzare in numerose esposizioni e saloni in Italia e all'estero. Nel 1940, costretto a lasciare l'Italia con la famiglia per sfuggire alle persecuzioni razziali, Treves si trasferisce in America dove espone a New York e Philadelphia, partecipa a mostre collettive e apre una scuola di pittura. Tornato in patria alla fine degli anni '40 continua a lavorare attivamente ed espone in musei e gallerie in Italia e all'estero (Parigi, Ginevra, Losanna, Zurigo e Johannesburg). La vocazione internazionale e la passione per i viaggi portano Treves a visitare il mondo e a ritrarne volti e paesaggi. Dopo la sua morte numerose retrospettive sono state dedicate alla sua opera e sempre più frequentemente i suoi dipinti sono esposti in mostre storiche legate al Novecento, in pinacoteche e musei di tutta Europa. Cresciuto artisticamente alla scuola di Giovanni Guarlotti e lungo un percorso formativo le cui fonti risalgono alla pittura piemontese di Delleani e Pelizza da Volpedo e a quella impressionista francese dei vari Pissarro, Marquet, Monet e Degas, Dario Treves visse pittoricamente nell'ambiente dei Sei di Torino e successivamente operò accanto ad artisti come Mane-Katz e intellettuali come Oscar Ghez. I suoi ritratti, i suoi studi, i suoi paesaggi sono caratterizzati da intensa cromia, forte plasticità, senso tattile del colore e fantasiosa vivacità della composizione. I paesaggi in particolare ammaliano per la luce che invariabilmente sprigionano - che si tratti della Provenza o della Valle d'Aosta, dell'assolata campagna toscana o dei brumosi orizzonti del Nord Europa - laddove i ritratti denotano una profonda capacità di introspezione psicologica resa con concisa essenzialità di mezzi espressivi.
Data Inizio: 20/06/2003
Data Fine: 24/07/2003
Prenotazione: Nessuna prenotazione
Città: Torino
Luogo: Archivio di Stato
Indirizzo: piazza Castello, 209
Provincia: Torino
Regione: Piemonte
Orario:
Telefono: 011540382
E-mail: elisa@lab74.it
Sito Web: http://www.multix.it/
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| SEGNALAZIONI |
Catania,
Accademia Federiciana
"Arte in Italia, dall'iperrealismo
all'informale"
Quaranta artisti stilisticamente e tecnicamente differenti che propongono una rilettura particolare del presente contemporaneo, sono i protagonisti di questa esposizione che presenta circa 80 opere di medio e grande formato. Ideata e curata da Fortunato Orazio Signorello, critico d'arte siciliano che è riuscito sdoganare l'arte isolana portandola al di là dei confini nazionali, essa accoglie, per meglio documentare una prospettiva nuova dell'arte contemporanea italiana, opere inedite (pitto-sculture, acrilici, tecniche miste, chine, foto, sculture, oli e assemblaggi) realizzate da Salvatore Balsamo, Paolo Calafiore (nella foto una sua opera), Lidia Carniato, Grazia Catalano, Antonio D'Amico, Iole D'Amore, Emanuele Di Fresco, Nelly D'Urso, Graziella Finocchiaro, Giusy Fiumefreddo, Angela Giglio, Ugo Giunta, Giovanni Greco, Pinella Insabella, Anna Maria La Torre, Agata Marletta, Giuseppina Mangano, Carmelo Marchese, Carmen Marino Speciale, Giuseppina Martinez, Jhon Martinez, Sebastiano Mendola, Rosa Milazzo Castorina, Salvatore Milazzo, Francesca Musumeci, Celestina Pace, Ida Pace, Angela Palmieri Beltrami, Enza Pistorio, José Puglisi Corsaro, Vittorio Ribaudo, Elisabetta Russo, Elisabetta Sanfilippo, Adalgisa Speciale Laureanti, Carmela Strano, Mario Testa, Lory Tricomi, Luisa Turinese, Maria Velis e Pasquale Viscuso. Si tratta di artisti che hanno attinto, con ricchezza di risultati, alla vasta fucina di pensieri e sperimentazioni che hanno trovato espressione nelle varie tendenze che si sono susseguite nell'arco dell'ultimo decennio.
Promossa nell'ambito della rassegna "Arte della memoria", l'esposizione rimane aperta al pubblico dalle 17,30 alle 20. A essa farà seguito, dal 21 giugno al 2 luglio, la bipersonale "Interazioni" degli artisti siciliani Paolo Calafiore e Giuseppina Martinez.
Info: accademiafedericiana@libero.it
Sito web: http://www.accademiafedericiana.org
indirizzi:
via Borgo, 12 - Catania,
tel. e fax 095-438531
info: accademiafedericiana@libero.it
Ingresso libero
Lorenzo Longhi espone:
CREAZIONI EVOLUTIVE,
fotografia e pittura. Dal 30 agosto al 7 settemre 2003.
Fondazione "Pitsch", via Cavour, 12 Merano (BZ)
Organizzazione: Enrico Oliari - 335.6622440
http://www.oliari.com/esposizione/esposizione.html
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| Date e orari sono comunicati da gallerie,
musei, artisti, ecc. Loro quindi ogni responsabilità. |
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